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Firma remota: tra sicurezza e comodità di utilizzo

Dalla firma grafometrica alla firma remota: dimentichiamoci il “vincolo di presenza”

Minor spreco di carta, maggior velocità nei processi e abbattimento delle barriere geografiche sono solo alcuni dei benefici apportati dalla grande “digital revolution” a cui stiamo assistendo.

Tali benefici, parecchio significativi e tangibili nel mondo della certificazione dei documenti, hanno contribuito alla repentina diffusione della firma elettronica.

 Firma elettronica e firma grafometrica

La firma elettronica rappresenta una tecnica innovativa digitale in grado di sostituire  documento elettronico “da autenticare” e ne attesta in maniera inconfutabile l’integrità, l’autenticità e la non ripudiabilità.

 

In particolare, la firma grafometrica è una definizione comunemente usata per indicare una modalità di firma elettronica realizzata con un gesto manuale del tutto analogo alla firma autografa su carta.

 Viene svolta attraverso l’uso di tablet/tavolette grafiche dotati di uno screen ed una pennetta che – ricevendo dati biometrici – consentono di firmare elettronicamente mantenendo una firma identica a quella apposta sulla carta. I vantaggi? Minor spreco di carta e archiviazione immediata e multicanale dei documenti firmati digitalmente.

 Questo genere di firma, sempre più diffusa negli sportelli di banca, è certamente caratterizzata da una valenza legale certificata ed un alto livello di sicurezza; tuttavia, ha il limiteche non può esser utilizzata a distanza in quanto:

–       necessiti di una infrastruttura fisica specifica e costosa (tablet e penna elettronica collegata a server di archiviazione)

–       La sottoscrizione deve esser effettuata davanti ad un operatore che proceda all’identificazione del firmatario.

La “distanza” è uno dei punti su cui ci focalizzeremo maggiormente in questo articolo. Una “distanza” di utilizzo divenuta possibile anche grazie alla firma remota, uno strumento elettronico in grado di garantire elevati livelli di sicurezza ed un servizio possibile da utilizzare in maniera semplice, ovunque ed in qualsiasi momento. Un servizio digitale – quello della firma remota – facile da utilizzare in quanto procedura in grado di attestare la validità di un’operazione direttamente tramite Desktop, Smartphone o Tablet. 

 I vantaggi della firma remota

In aggiuntaai vantaggi della firma grafometrica, la firma remota permette anche di aumentare in maniera significativa la velocità di circolazionedei documenti  da scambiarsi a distanza, garantendo comunque validità dal punto di vista legale del documento.

Come è possibile?

La firma digitale remota è un sistema per firmare i documenti digitali, basato sulla stessa tecnologia della firma digitale che conosciamo, in cui i certificati di firma sono tuttavia contenuti su un server, e direttamente collegati con le informazioni (MSISDN) contenute nella SIM del dispositivo di firma (SecureCall).

Essendo il certificato di firma contenuto all’interno di un server, non sono necessari smart card e annessi lettori,  pennette USB per la firma o altri supporti fisici classici. Basta possedere (fisicamente o digitalmente) un generatore OTP (One Time Password), sotto forma di dispositivo stand alone, software PC  o Smartphone Application o un telefono abilitato alla firma SecureCall. Ciò consente al firmatario di autenticarsi firmando da qualsiasi device connessa a internet.

Si potrà firmare ovunque, senza Chiavette USB o Smart Card

Cosa cambia quindi tra firma digitale con chiavetta/ smartcard e firma remota?

A livello di sicurezza, nulla. Entrambi sono strumenti che permettono di firmare digitalmente – in maniera semplice – documenti informatici. La validità è la medesima di un a firma autografa.

I token e le smart card, tuttavia, possono essere scordati (o ancora peggio persi) e può accadere che l’utente si accorga dopo molto tempo di non aver più in possesso più il supporto fisico funzionale all’ottenimento della firma: è proprio per questo che la firma remota è da considerare uno strumento davvero innovativo.

Con la firma remota non serve alcun dispositivo. Basta il tuo telefono cellulare per associare un documento e firmare digitalmente.

 Più sicurezza, più comodità

Dal punto di vista di comodità e semplicità di utilizzo, la firma remota è chiaramente più pratica. Per questo motivo, sempre più utenti iniziano ad utilizzarla. Con la firma remota è infatti possibile firmare attraverso l’utilizzo di password temporanee, inviate all’utente con un semplice messaggio direttamente sul proprio telefonino.

Tali password temporanee non vengono registrate e – anzi – scadono dopo un breve periodo di tempo. Questo minimizza i rischi rispetto ai processi di username e password tradizionali, anche perché vengono – in alcuni casi – utilizzati due canali differenti (rete telefonica e rete internet).

Un sistema sicuro che permette inoltre di apporre la firma digitale in mobilità, anche fuori dal proprio posto di lavoro.







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In questo mondo di mail, tra Pec e ordinarie: la soluzione in un unico strumento

S:MU, il Sistema di Messaggistica Unificata che semplifica la vita

La Posta Elettronica Certificata, più comunemente conosciuta come Pec, è uno strumento da cui non si può più prescindere. Soprattutto per quanto riguarda l’attività delle vostre aziende.

Giusto per farvi un’idea, nel primo bimestre del 2018 si è registrato il nuovo record con 8.168.410 di caselle attive e ben 221.023.300 di messaggi scambiati (dati AGI).

Un fiume incessante, quindi, di mail quotidiane che ogni giorno leggiamo, cestiniamo, malediciamo o ringraziamo. Eppure c’è ancora tanta disinformazione su questo strumento, sulle sue funzioni, utilizzi e potenzialità.

È bene ricordare di cosa si tratta quando si parla di Pec. Proveremo quindi prima a fornirvi un decalogo e successivamente vi illustreremo le potenzialità del servizio di gestione delle Pec “made in AliasLab”.

PEC: il decalogo per capirne meglio i benefici

Una Pec equivale ad una vera e propria raccomandatacon avviso di ricevimento (ovviamente la comunicazione deve avvenire tra due indirizzi Pec).

Il vincolo di segretezza è totale: il suo contenuto, infatti, è protetto.

Tutte le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ad accettare le comunicazioni via Pec.

Rappresenta il domicilio digitale di tutte le aziende e società, e di conseguenza tutte le loro comunicazioni ufficiali possono avvenire tramite essa.

Stessa identica cosa vale anche per tutti i professionisti  iscritti ad albi professionali.

Le certificazioni della data e del contenuto di un documento sono assolutamente accertabili e comprovabili.

La semplificazione delle comunicazioni importanti e obbligatorie è tra i punti fondamentali dell’utilizzo della Pec: tramite essa, infatti, si risparmiano tempo e soldi, pur avendo la stessa valenza legale.

La Pec deve essere per legge sicura, nel senso che i gestori devono assicurarne la totale pulizia da virus e malware.

L’importanzalegale della Pec, a differenza appunto di una mail tradizionale, è fondamentale: data la sua sicurezza e affidabilità, infatti, può essere utilizzata anche in sede processuale.

Uno strumento che racchiude tutto: la soluzione di AliasLab

S:MU, ovvero Sistema di Messaggistica Unificata, è la soluzione di gestione centralizzata della Pec proposta da AliasLab con un semplice intento: semplificarvi ulteriormente la vita!

Con S:MU è possibile gestire, da un’unica piattaforma, tutto il traffico in entrata e in uscita di tutte le Pec e mail dei tuoi clienti, senza vincoli massimi di caselle configurabili.

Il servizio organizza e smista le mail in modo automatico, grazie a filtri ed etichette facilmente configurabili. Sarà possibile smistare e assegnare messaggi ai collaboratori, tenendo traccia di tutte le attività svolte.

È possibile gestire invii massividi Pec e posta ordinaria, monitorare e gestire i flussi delle mail e le attività dei tuoi collaboratori: tutto senza particolari competenze informatiche, vista la sua semplicità di configurazione e utilizzo.

Una soluzione conforme inoltre alle linee guida fornite da eIDAS(Electronic IDentification Authentication and Signature, ossia il regolamento dell’Unione Europea che riguarda l’identificazione elettronica), che gestisce grandi quantità di posta elettronica registrata, fornisce prove dei dati ricevuti e trasmessi e garantisce determinate caratteristiche di consegna.

In buona sostanza, S:MU è la piattaforma ideale per aumentare efficienza ed organizzazione, monitorando in modo semplice e intuitivo tutte le Pec e le mail che si inviano e ricevono ogni giorno.

S:MU in pillole 

  • Smistamento automatico e centralizzato di caselle Pec e Peo, con l’assegnazione di tag e filtri a tutte le mail;
  • Possibilità di smistamento manuale di caselle Pec/Peo, attribuendo nuovi tag o assegnando Pec a gruppi di utenti;
  • Configurazione multiutenze e multicaselle Pec/Peo, assegnando le Pec e monitorando il workflow;
  • Disponibile ed accessibile su device mobili, oltre che da desktop.

 Ecco, dopo esserti fatto un’idea del tempo e del denaro che potrai risparmiare, spetta solo a te cavalcare l’onda del cambiamento e farti semplificare la vita da AliasLab!







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Prenotazioni di viaggi, voli e crociere direttamente tramite blockchain

Il caso Lufthansa e Winding Tree: ecco come anche i viaggi generano ICO

Blockchain, winding tree, ICO: non preoccupatevi, non si tratta di uno scioglilingua! Proprio per evitare che possa sembrare tale, infatti, procederemo con ordine, per farvi capire il più possibile tutto.

 È importante fare una premessa: che ci crediate o meno, ormai anche le criptovalute e la blockchain possono essere utilizzati in vari modi nel settore viaggi e turismo.

Qualche esempio? Dal pagamento per i servizi di viaggio e di alloggio a sistemi sicuri per garantire e consentire la condivisione di dati e informazioni tra gli operatori al fine di ridurre i costi generali.

Ecco come vari progetti stanno provando a cambiare il nostro modo di organizzare un viaggio tramite l’integrazione tra criptovalute, blockchain e turismo. Di blockchain ne abbiamo già parlato: in caso contrario, qualora non abbiate letto i nostri contenuti su di essa, vi invitiamo a cercarli sulla nostra barra di ricerca.

 L’ICO (acronimo di Initial Coin Offering) è sostanzialmente un’offerta iniziale di moneta, ossia il momento in cui l’azienda dà per la prima volta, a gente che si ritiene esperta, l’opportunità di acquistare token (un gettone che nel mondo reale non vale nulla).

 Altra prerogativa fondamentale dell’ICO, inoltre, è che il token acquistato garantisca un contratto esecutivo (enforceable) a tutti gli effetti.

 Turismo, criptovalute e monete ancora inesistenti

 L’esplosione del fenomeno criptovalute ha portato con sé quello delle ICO, di fatto una delle nuove frontiere dell’economia moderna.

In pratica, si tratta di un vero e proprio lancio sul mercato di una nuova moneta, nel caso specifico di una criptovaluta.

Passando ancora di più su un piano concreto, questa pratica permette di finanziare progetti attraverso la vendita di una moneta ancora inesistente.

Partecipando ad una ICO, quindi, si offrono al team autore dell’offerta i finanziamenti per un progetto, ottenendo in cambio dei token, solitamente alla base del progetto stesso.

Le ICO hanno attirato numerosi investitori nel campo delle valute virtuali, in quanto permettono di fatto di ottenere monete non ancora esistenti a prezzi assolutamente vantaggiosi.

Di certo i rischi ci sono, soprattutto a causa dello scarso disciplinamento nell’ambito criptovalute e in un frangente incerto e nuovo come quello delle ICO: tuttavia la prospettiva è quella di colmare sempre più questo vuoto normativo e rendere tutto più sicuro possibile.

 Il caso Lufthansa

 La compagnia aerea tedesca Lufthansa, tra le più grandi a livello europeo e mondiale, sta stringendo una partnership con una piattaforma blockchain specializzata nel settore dei viaggi. Tutto all’interno di un progetto studiato per esplorare le possibili applicazioni della tecnologia.

Dopo l’annuncio ufficiale, infatti, il gruppo tedesco è entrato a far parte di un accordo con la start up svizzera Winding Tree.

 Cos’è Winding Tree?

 È presto detto! Si tratta di un marketplace decentralizzato, creato interamente sulla blockchain di Ethereum

Come risultato dell’accordo, Maksim Izmaylov, CEO della start up, ha affermato che assisteranno Lufthansa per progettare e testare applicazioni per viaggi.

Ovviamente tutte basate sulla blockchain che consentirebbero prenotazioniricollocazioni e informazioni di itinerari direttamente attraverso la potenza e sicurezza della stessa infrastruttura blockchain.

Questa partnership denota come le start up stanno adesso utilizzando le criptovalute come modo per finanziare lo sviluppo delle start up stesse, nelle fasi iniziali dell’azienda.

 Come parte della partnership, Lufthansa potrebbe anche investire nel progetto Winding Tree come parte della prossima vendita di ICO, denominata LIF. Il token verrà utilizzato, perlomeno in una primissima fase, per finanziare lo sviluppo della piattaforma di Winding Tree.

Inoltre, per far capire ancora più nel concreto il meccanismo, LIF sarà la tecnologia che verrà utilizzata per consentire alle persone di prenotare hotel, voli e crociere direttamente sulla blockchain.







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Online Banking in costante crescita: negli ultimi due anni aumento di 3,5 milioni di utenti

AliasLab fornisce il servizio più efficace, semplice e amico dei tuoi risparmi

Scommettiamo che siete tra quelle persone che negli ultimi due anni hanno fatto in modo che l’onlinebanking crescesse in maniera esponenziale?

Dal 2015 al 2017, infatti, questo numero ha fatto registrare un aumento di oltre 3,5 milioni di utenti. No, non abbiamo la sfera di cristallo: semplicemente lo ha rivelato un’indagine dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) in collaborazione con GfK.

Lo studio è stato presentato a Milano, all’interno de #ILCLIENTE, evento organizzato dall’ABI stessa in cui professionisti del settore si incontrano per fare il punto sullo stato dell’innovazione della banca.

Cos’è l’Online Banking?

Se siete giunti fin qui, lo saprete già, ma ve lo diciamo ugualmente: è semplicemente un servizio che ti dà la possibilità di gestire denaro online con il tuo dispositivo mobile o computer, in totale sicurezza. Non è necessario quindi visitare una filiale bancaria e puoi fare ciò che devi, quando è più conveniente per te.

Tutto questo perché il denaro è sempre più elettronico e questi servizi possono essere più facili da usare.

Fino a relativamente poco tempo fa, l’attività bancaria online era limitata alle banche che operavano esclusivamente online. Ma ora quasi tutti gli istituti offrono questi servizi.

La propria banca a portata di smartphone, sempre in tasca

Per rendere ancora meglio l’idea di questa “rivoluzione”, basta pensare che nel 2016, i bancarizzati digitali erano il 24%, mentre adessosi è superato il 31%. E il dato è destinato a crescere ulteriormente.

In pratica, sono ormai oltre 9 milionii clienti che accedono ai propri servizi bancari tramite smartphone e app.

Si tratta della possibilità di svolgere e operare in totale mobilità, autonomia e sicurezza, senza necessariamente recarsi negli istituti di appartenenza, perdendo magari tempo ed energie.

Inoltre, quasi la totalità dei clienti di una banca utilizzano l’Atm: a riprova ancora una volta del fatto che lo snellimento delle operazioni, senza per forza dover passare da uno sportello interno, è l’opzione più ricercata.

Oramai è la banca che si sposta insieme a noi.

E in questo, AliasLab vi aiuta ancora di più, grazie a servizi e innovazione sviluppati per i maggiori istituti di credito, con due focus ben specifici: una user experience sempre più semplice e, soprattutto, una sempre maggiore sicurezza.

Che, visto che si tratta dei vostri soldi, non guasta mai.

Sempre più verso il digitale

Grazie all’esperienza maturata nel campo, infatti, è nostro dovere offrirvi servizi sempre più rapidi, efficienti e adatti ad ogni situazione.

Allo stato attuale dei fatti, esistono quindi 3 tipologie di utenti/clienti:

  • quelli che si “ostinano” ad accedere ai servizi attraverso l’agenzia fisica;
  • chi si pone a metà e usa entrambe le tipologie di servizi, sia fisici sia digitali;
  • chi è totalmente digitalizzato e utilizza solamente servizi online.

La seconda, ossia quella di chi utilizza entrambi i servizi, è la categoria che da sola rappresenta poco più della metà dei clienti totali. Ed è ovvio che la prospettiva va sempre più verso una percentuale maggiore di clienti esclusivamente digitalizzati.

L’indagine di Abi e GfK rivela che le persone sono sempre più portate a informarsi e comparare i vari servizi, prima di acquistare, cercando di trovare il più economico, il più performante o semplicemente quello che maggiormente si addice alle proprie necessità. Proprio come in altri settori dello shopping tradizionale.

Ed è proprio per questo, infatti, che vi invitiamo a sfogliare il nostro ventaglio di opportunità per rendere il vostro online banking ancora più efficacesemplificato e, che non gusta mai, amico del portafoglio!







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PSD2: nuovi regolamenti, nuove business opportunities

Payment Service Directive: come adeguarsi alla nuova direttiva europea e come i player fintech possano trarne benefici economici

PSD2: nuovi regolamenti, nuove business opportunities

Payment Service Directive: come adeguarsi alla nuova direttiva europea e come i player fintech possano trarne benefici economici 

Il 2018 è stato per molti l’anno dell’introduzione della normativa sulla privacy, nota come GDPR. D’altronde, come non potrebbe fare audiencela notizia dell’entrata in vigore di una normativa direttamente connessa alla gestione della privacy e dei propri dati personali

Meno “di moda” ma certamente non meno importante, è stata l’entrata in vigore della direttiva 2015/2366/UE, conosciuta come PSD2 (Payment Service Directive).

Dal giorno 13/01/18, gli Stati europei hanno infatti registrato l’obbligo di recepire all’interno dei propri regolamenti nazionali tale direttiva, finalizzata alla regolamentazione di un mercato finanziario caratterizzato da una crescente complessità in termini di attori e da rapidissimi progressi in termini di innovazione digitale.

La PSD2 ha come obiettivo principale la creazione di un mercato unico ed integrato dei payment services, armonizzandoun regolamento europeo e uniformando le regole per i player bancari e per i numerosi PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) nati grazie alle opportunità offerte dall’evoluzione digitale nel settore Fintech.  Tale intervento, contribuirà a migliorare la sicurezza del financial systeme garantirà – per i consumatori – maggior concorrenza e maggior trasparenza.

Nuove opportunità di business

Per rispondere alle direttive imposte dalla normativa, molti player del mondo fintech hanno progettato sistemi all’avanguardia in grado di differenziare le piattaforme di pagamento e renderle più sicure per gli utenti.

Puntando molto sul concetto di user experience, la PSD2 ha quindi contribuito alla creazione di ingegnose soluzioni tecnologiche in grado di fungere da moderni sistemi di pagamento online. Sistemi in grado di abbattere le barriere all’ingresso di nuovi operatori rafforzando la sicurezza del sistema  e garantendo trasparenza e leale concorrenza a vantaggio dei consumatori.

Facciamo alcuni esempi concreti!

Utilizzando l’internet banking della vostra banca per fare pagamenti o altre operazioni bancarie, vi è certamente capitato di dover compiere una serie di operazioni con il vostro smartphone.Chiamate con inserimento codici a numeri verdi predefiniti (ad esempio Securecall Out-of-Band), creazione di codici da appositi generatori di token dinamici(Securecall Smart Otp) ed altre semplici operazioni talvolta percepite come “scomode”.

Semplici operazioni che nascondono invece geniali soluzioni per compiere pagamenti in totale sicurezza grazie all’utilizzo simultaneo di differenti canali: chiamate su piattaforma GSM insieme a codici generati daapponline (quindi tramite canale web) – ottemperando le linee guida della Strong Customer Authentication (SCA).

Molte aziende del mondo fintechstanno sviluppando un vero proprio meccanismo di concorrenza interna al mercato finanziario per offrire a banche e altri player finanziari soluzioni su misura in grado di rispondere ai requisiti minimi previsti dalla direttiva europea in questione.

Numerosi benefici!

La PSD2 è quindi da considerare come:

– un’opportunità di crescita per il settore finanziario e per i suoi operatori

– un’opportunità di business per le aziende che stanno investendo nell’innovazione digitale applicata al settore fintech

– un incentivo per migliorare la user experience delle piattaforme di pagamento

– uno spunto di connessione tra i “fornitori di tecnologia” e i fruitori della stessa

I grandi player della tecnologia devono mettersi a disposizione, ed essere visti, non soltanto come fornitori di strumenti e soluzioni, ma come interlocutori che offrono il proprio patrimonio di esperienza” Fabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia

Rischi o opportunità?

PSD2coincide quindi con un passo importanteverso il modello noto come “open banking”, in cui le aziende della “finanza tecnologica” potranno sviluppare nuovi payment tools innovando fortemente il mondo dei pagamenti.

Un’evoluzione certamente positiva in linea teorica grazie al miglioramento della sicurezza tramite tali strumenti. C’è tuttavia chi resta titubante di fronte alla “fusione tecnica” tra operatori del settore bancario e aziende esterne in grado di veicolare le strategie fintech e di creare sistemi integrati a quelli bancari.

È indubbio che l’evoluzione tecnologica del settore bancario possa solo che apportare esternalità positive, ma siamo proprio sicuri che tale apertura a nuovi soggetti privati non rischi di aumentare le percentualidi potenziali “brecce” nel sistema bancario e contribuendo a frodi finanziarie? Ad oggi, l’open banking  sembra solo apportare benefici ai settori finanziari. Il resto, lo scopriremo solo vivendo.







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“Fintech revolution”: l’omnicanalità nel settore bancario

Omnicanalità & fintech: online & offline a braccetto nel settore della tecnofinanza

“Bitcoin”, “Blockchain”, “Smartphone payments”!

Quante volte negli ultimi tempi hai sentito parlare di valute elettroniche, pagamenti online e altre tematiche relative all’innovazione nel settore fintech? Tutto ciò è normale!

Il panorama della tecnologia finanziaria mondiale sta letteralmente cambiando e – con esso – stanno cambiando le abitudini di utilizzo di tali servizi da parte degli utenti.

Facciamo chiarezza!

Ma cosa significa fintech? Fintech (tecnofinanza o tecnologia finanziaria, la cui etimologia “fin” come finanza e “tech” come tecnologia) consiste nel processo di digitalizzazione del bank & financial system, all’interno dei quali la tecnologia rende tali sistemi più efficienti.

Il Fintech deve il suo successo e la sua espansione all’avvento di internet affiancato al mobile, oltre alla crisi finanziaria che ha permesso alla tecnofinanza di prendere il sopravvento sul classico sistema bancario evidenziandone i limiti soprattutto in termini di velocitàe reattività ad un mercato sempre più mutevole.

Grazie allo sviluppo di nuovi processi tecnologici innovativi relativi al settore bancario e finanziario, la fintech permette di fornire servizi e prodotti finanziari attraverso le più avanzate tecnologie per quanto riguarda transazioni ed i pagamenti online, intermediazione finanziaria, gestione del rischioe del risparmio e monete elettroniche.

Omnicanalità

Il Marketing Omnicanale si riferisce ad una strategia aziendale che permette al consumatore di comprare od interagire con un prodotto o servizio attraverso il congiunto utilizzo di strumenti online e offline. Normalmente, questo processo migliora la customer experiencedel cliente aumentando le performance di vendita delle aziende.

Nonostante l’omnicanalità stia registrando una profonda diffusione nel settore retail (tablet per ordinare al fast food, merce ordinata online cambiata in store, e così via) tale strategia sta prendendo sempre più piede nel settore fintech, in particolare nel settore bancario.

Ominicanalità è anche… user experience!

Per fare alcuni esempi concreti, è interessante scoprire come alcuni istituti bancari hanno deciso di aumentare la user experience dei propri servizi finanziari erogati online attraverso “gesticomuni ma davvero geniali!

Sparkasse, per esempio, permette di aprire un conto bancario direttamente dal salotto di casa, scattandosi un selfie per attestare la propria identità!

Aprire un conto in banca con un selfie??

Sì! Hai capito bene! Con l’App Apri Conto di Sparkasse  sullo smartphone, dopo aver iniziato il processo sul portale web to www.sparkasse.it, basta fotografare i propri documenti e scattarsi un selfie per ottenere un conto nuovo di zecca!

Un’idea bizzarra (di cui “Aliaslab va molto fiera”)  che ha già riscosso un discreto successo– dicono le statistiche del gruppo bancario – e che ha già trovato grande diffusione tra utenti storici e nuovi curiosi!

Ma come funziona?

Dopo un controllo incrociato tra i documenti dell’utente e la foto del selfie, si generano le credenziali per accedere comodamente al servizio di home banking.

Chiaramente, l’app utilizza una tecnologia che permette di rispettare le normative sulla sicurezza ed è richiesto all’utente di compilare alcuni “campi” obbligatori relativi alla gestione dei dati personali.

Per quanto riguarda il processo di autenticazione, il sistema si basa sulla tecnologia della Firma Elettronica Avanzata da remoto – emessa da una Autorità Certificativa –  spesso accompagnata da Secure Call e OTP (token o chiavetta identificativa).

Questo processo garantisce semplicità di utilizzo, abbattimento delle barriere geografiche, snellimento ed automatizzazione dei processi, diminuzione dei costi; tutto questo, senza tralasciare la variabile sicurezza!

Perché proprio un selfie?

Omnicanalità è la capacità di fondere strumenti offline a strumenti online garantendo un miglioramento della user experience.

Per migliorare la user experience, occorre promuovere processi semplici ed eseguibili dall’utente in maniera naturale!

L’esempio del selfie preso a paradigma in questo articolo, mostra come i più complessi processi tecnologici cerchino di sposare la funzionalità e rendere l’esperienza del fruitore più semplice e naturale possibile.

È per questo che – nonostante l’umanità andrà verso un mondo sempre più tech– l’uomo e le proprie abitudini faranno la differenza e saranno i veri e propri test di mercato per valutare l’efficacia di complesse omnichannel strategies!







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Identità digitale e Blockchain, opportunità da cogliere e sfruttare

Dati e informazioni, comprovate e validate da terze parti, che diventano accessibili e utili per aziende e banche

I temi del Bitcoine dell’Identità digitalesono senz’altro due elementi di grandissima rilevanza, quando si parla di blockchain, soprattutto per le opportunità che si possono aprire e per quelle che già sono oggi accessibili e disponibili.

Nell’oceano di informazioni riguardanti blockchain eIdentità digitale, la certezza è che Blockchain risualta essere un potenziale pezzettino fondamentale di tale processo,  che permette di mantenere dati crittografici e comprovarne l’effettivo possesso in maniera condivisa e trasparente.

In buona sostanza, per spiegare al meglio cosa succede, l’utente decide di condividere determinate informazioni e una terza parte comprova la reale ed effettiva validità dell’identità dell’utente in questione. Semplice, no?

Quindi un’identità che diventa a tutti gli effetti accessibile per, ad esempio, organi istituzionali e banche.

Le identità digitali salvate su una blockchain, infatti, potrebbero essere impiegate dalle banche nelle fasi di identificazione e verifica del cliente,agendo come database di identità digitali blindate e crittografate, cui è possibile accedere in alternativa a database centralizzati.

Così facendo, si migliorerebbe l’efficienza di tutto il processo: dalla digitalizzazione delle fasi di rilascio e verifica delle identità digitali all’automazione di alcuni passaggi intermedi mediante l’adozione di specifici smart contracts.

Identità digitale e blockchain nel mondo

Attualmente si sta lavorando parecchio sulla creazione di un unico standard mondiale – ISO – che controlli e regoli questi meccanismi. Tuttavia, ci sentiamo di dire che il tentativo di creare un sistema per un’unica identità mondiale non avverrà di certo nell’arco di pochi anni. Forse ne saranno necessari 10, addirittura 20, ma comunque niente di tutto questo accadrà nell’immediato.

Un problema che coinvolge parecchi Paesi d’Europa, tra cui appunto l’Italia, è legato alla scelta di un sistema di identità anziché di un altro: da noi, infatti, non c’è nessun incentivo che “convinca” aziende e società ad adottare questi nuovi sistemi, non proprio guardati di buon occhio vista reticenza tutta nostrana nei confronti delle nuove tecnologie e in particolare dello SPID.

In altri Paesi, invece, avviene esattamente il contrario: in Estonia, ad esempio, tutto funziona in modalità eGov. A nostro favore c’è da dire che si tratta di una nazione con una popolazione numericamente inferiore, ma sicuramente si è davanti ad un esempio di Paese virtuoso le cui best practices sono assolutamente da seguire e, perché no, copiare!

Come vengono registrate le informazioni tramite blockchain?

Le identità registrate tramite tecnologia blockchain sono decentralizzate e immutabili.

Uno dei principi del modello blockchain, infatti, è che esiste una fiducia intrinseca nel libro mastro senza una vera e propria autorità centrale.

Praticamente l’integrità di un’identità sulla blockchain può essere verificata proprio perché esiste sulla blockchain stessa.

Molti degli schemi di identità aggiungono la prova che le dichiarazioni di identità sono state garantite da una terza parte comprovata e sicura.

La blockchain è il futuro?

L’identità blockchain è una tecnologia comunque emergente con un ecosistema in un continuo stato di flusso. Di conseguenza, è ancora difficile valutare quanto bene un’identità blockchain risolva i problemi che le identità digitali stanno affrontando oggi.

Ma, quindi, anche se ci siamo già ampiamente dentro, la blockchain rappresenta il futuro?

Una risposta sincera è di certo difficile da dare. Molte aziende e banche stanno attualmente valutando i benefici e i rischi.

Per adesso, tuttavia, è un po’ presto poter dire se e come questa tecnologia cambierà la nostra vita. Proprio per questo, però, è bene continuare a seguirci per tenere sotto controllo tutte le news e gli aggiornamenti relativi, per evitare di farsi cogliere impreparati.







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Vivere – più o meno – paperless? Forse è già possibile

Un giorno completamente senza carta, facendo ogni piccola cosa in digitale, non è poi così utopistico

Appena qualche anno fa, solamente in pochi si sarebbero immaginati di poter dire addio a tutti i documenti di carta.

Infinite pile di carta, infatti, non fanno altro che ingombrare scrivania e cassetti, e ogni volta che dobbiamo sistemarle ci viene un attacco di panico.

Ma riuscireste ad immaginare una vita senza carta? Secondo voi, sarebbe possibile sostituirla con qualcosa di digitale?

Proviamo ad immaginare (anche se già buona parte di tutto questo è già realtà) come potremmo vivere senza carta.

Vivere senza carta? Forse è già possibile

La carta è presente in ogni angolo della nostra quotidianità.

Ecco quindi alcuni settori, e relative azioni, in cui è possibile rimpiazzare la carta con il digitale.

  1. Compila le dichiarazioni online e utilizza il tuo banking online. Sempre più banche ed istituti di credito offrono ormai transazioni senza l’utilizzo di carta.
  2. Libri e riviste. Leggiere è ovviamente importante e necessario. Ma dopo averlo fatto, portali in biblioteca o passali ad un amico.
  3. Uno degli strumenti più utilizzati quotidianamente: non appena svegli, infatti, si controllano le mail. Se ancora sei tra quei pochi che non la utilizzano, cosa stai aspettando?
  4. Sei davvero sicuro di stampare tutto quello che è necessario? Riduci al massimo lo spreco di carta. Se proprio devi farlo, stampa solo ciò di cui non puoi farne a meno.
  5. Identificazione personale e documenti. Scansiona e archivia i tuoi documenti. Di certo il passaporto serve di carta, ma se dovessi mai perderlo, la sua scansione ti aiuterà.
  6. Opere d’arte per bambini e pagelle. Sin da piccoli è importante far prendere consapevolezza i più piccoli delle potenzialità del digitale per apprendere e conoscere il mondo… e anche per informare i genitori dei voti a scuola.
  7. Elenchi, scarabocchi, note e post-it. Non sprecare tanta carta per schizzi e scarabocchi. Appunta le tue idee su smartphone, tablet o laptop… inoltre esistono tantissime app che ti aiuteranno a tenerle ben organizzate.
  8. Ricevute, bollette e documenti. Scansiona e conserva le tue ricevute, bollette e documenti: eviterai di perderle e dover imprecare perché è accaduto.
  9. Cartelle cliniche. Anche gli ospedali e gli studi medici stanno diventando sempre più digitali. Quindi, fallo anche tu!
  10. Privati ed aziende utilizzano i molteplici servizi di fatturazione digitale. I motivi li avete già letti!

 

Una vita paperless? Il futuro è oggi

Un intero giorno paperless forse non è poi così lontano o inimmaginabile.

Vivere una realtà del genere, in larga parte, dipende esclusivamente da noi. Dopo aver messo da parte ciò che decidi di mantenere, infatti, inizia a ordinare tutto e riduci il disordine della carta nella tua quotidianità.

L’assenza di supporti cartacei comporterà di certo ulteriori scansioni, triturazione e conservazione di file. Ma la vita senza carta ridurrà di certo anche lo stress.

Inoltre, proprio perché sicuramente hai più di un dispositivo, uno dei vantaggi di vivere paperless è non dover portare con te quella nota o documento cartaceo. Tuttavia, ricordati di copiarli in tutti i tuoi dispositivi.

Paperless è quindi un termine che viene usato sempre più frequentemente. Ma cosa significa E in che misura si applica?

Sicuramente, nonostante i progressi della tecnologia, tutti usiamo ancora la carta in una certa misura, quindi come possiamo vivere completamente senza carta?

Bene, la verità è che probabilmente ci sarà sempre una qualche forma di carta, ma il problema non sta nell’usare la carta stessa, ma piuttosto nella consapevolezza della quantità usata e dei metodi per cui viene usata.

I mezzi ci sono – documenti online, firma elettronica digitale, identificazione selfie, strong authentication – tutto sommato, spetta solo a te realizzarlo.

Quindi, dopo aver letto questo articolo, non immaginarti all’interno di un futuro distopico da serie tv: inizia semplicemente ad attuare i punti che hai appena letto… ti accorgerai che sei già all’interno del futuro!







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La concessionaria diventa digitale: Automotive & Firma Grafomerica Mobile

L’evoluzione della concessionaria: nuove tecniche digitali per l’ottimizzazione dei processi aziendali nel settore Automotive

Avrai notato che la maggior parte delle filiali bancarie è ormai in possesso di strumenti digitali per apporre la propria firma al termine delle operazioni relative ai movimenti del proprio conto in banca.

Tablet, penne digitali e documenti elettronici spediti direttamente via mail, successivamente all’operazione bancaria, stanno ormai diventando elementi comuni nel settore del Private Banking.

Questi processi tecnologici – in grado di apportare importanti benefici dal punto di vista degli sprechi cartacei e della gestione documentale (interna ed esterna) – si basano sullo strumento digitale della firma grafometrica.

Un particolare tipo di Firma Elettronica Avanzata (FEA) che si ottiene rilevando i dati biometrici di un utente (firmatario) nel momento in cui appone la firma su un “device”, legando i dati stessi in modo indissolubile al documento elettronico firmato”.

 In parole povere, il firmatario del documento appone normalmente la propria firma su un supporto elettronico (screen di un tablet) firmando con una penna elettronica capacitiva (Wacom o Apple Pencil).

Facile, no?

Stesso gesto, stessa semplicità, infinità di benefici! Garantendo, infatti, la stessa sicurezza e validità della firma autografa, con tale processo è possibile autenticare e registrare in maniera automatica un documento archiviandolo nei server delle gestione documentale della banca e inviandolo al contempo nella posta elettronica del firmatario per una consultazione più attenta a posteriori.

La firma grafometrica nelle concessionarie automotive

Vista la comodità e l’efficacia di tale processo – adattabile a qualsiasi operazione che preveda l’utilizzo di un documento elettronico (offerte commerciali, leasing e finanziamenti, assicurazioni e pratiche auto, contratti e ordini, etc) – l’utilizzo della firma grafometrica si sta diffondendo in parecchi settori in cui processi di gestione documentale prevedono un’elevata complessità e grandi numeri di pratiche.

Tra i settori nei quali tale tecnologia vede una veloce e massiccia diffusione, troviamo certamente il settore Automotive, in particolare all’interno delle concessionarie automobilistiche,in cui giornalmente vengono gestite differenti pratiche di un gran numero di clienti.

Autotorino, il pioniere della digital transformation nell’automotive

Interessante il caso di Autotorino  (primo gruppo italiano per fatturato) che, impegnata da tempo nello sviluppo di strategie e processi per la gestione digitale dei documenti, grazie alle soluzioni di firma elettronica avanzata permette ai propri clienti di eseguire anche operazioni a distanza.

Ad esempio? Approvazione da remoto di preventivi consultabili tramite smartphone, self-service documentale integrato all’archivio della concessionaria, autorizzazione per interventi extra.

Firma remota per eseguire operazioni direttamente da casa

Molte delle pratiche che vengono approvate da remoto godranno a breve inoltre di un’ulteriore tutela offerta dall’utilizzo di token (OTP) – come avviene nel settore bancario – per garantire maggiore sicurezza nei processi di autenticazione degli utenti.

In casi come questi si parla di firma elettronica avanzata remota, una tecnologia innovativa che – attraverso credenziali – permette di autenticare i propri documenti da un qualunque apparecchio connesso al web.

In alcuni casi, può addirittura avvenire che i codici per utilizzare questo genere di tecnologia vengano anch’essi rilasciati da remoto, attraverso procedure molto delicate in cui viene spesso utilizzato il riconoscimento facciale o moderne tecnologie di riconoscimento da remoto.

Una marea di benefici!

Dopo aver compreso il funzionamento della firma grafometrica, ed aver toccato con mano alcuni settori di applicazione di tale tecnologia innovativa, proviamo ad elencare (oltre a quelli già implicitamente citati in precedenza) inumerosi benefici ottenibili da coloro che decidono di dotarsene:

  • Firma legalmente valida
  • Comparazione biometrica
  • Login con firma
  • Verifica della firma
  • Diminuzione costi di carta e relativi al personale per la gestione pratiche
  • Riduzione dell’attesa per i clienti
  • Minor spreco di carta
  • Trasformazione automatica dei documenti in file PDF
  • Abolizione dei costi di magazzino
  • Compilazione e autenticazione documentale (e contrattualistica) da remoto
  • Invio “live” dei documenti al cliente, direttamente sulla sua casella postale

Vantaggio competitivo

Oltre ai settori finance & banking, tale tecnologia sta pian piano prendendo piede all’interno dei settori in cui prezzi ed i prodotti risultano esser “di mercato” ed in cui è presente un elevato tasso di competitività, ad esempio il settore automotive, per l’appunto.

In tali settori, un investimento tecnologico in questa direzione può quindi comportare – grazie agli enormi benefici appena citati – un reale vantaggio competitivo in termini di differenziazione delle tipologie di servizio e in termini di diminuzione dei costi variabili ampiamente ridotti (ad esempio i costi per la carta dei documenti) grazie a questo genere di investimento tecnologico (con conseguente miglioramento dei margini aziendali nelle transazioni con i singoli clienti







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Firma elettronica: cos’è e perché è utile e conveniente utilizzarla

Ecco come la firma elettronica ti può far risparmiare tempo e risorse economiche in azienda e nella vita di tutti i giorni

Hai mai pensato che la tua azienda, o semplicemente il tuo portafogli, potrebbe risparmiare un bel po’ di soldiutilizzando lo strumento della firma elettronica?

Anche se non sei tanto informato in materia, stai tranquillo! Tutto è molto semplice e richiede appena qualche minuto di lettura che potrebbe rivelarsi utile e, soprattutto, molto conveniente.

Cos’è la firma elettronica?

Sempre più professionisti, aziende ed enti utilizzano lo strumento della firma elettronica per validare legalmente i documenti firmati tramite computer o strumenti elettronici appositamente dedicati.

È, infatti, proprio per questo motivo che la firma digitale nasce: ossia per garantire l’autenticità di un qualsiasi documento che richiede la firma come requisito fondamentale.

Mentre su quelli cartacei tutto si risolveva con una penna, su quelli digitali si è dovuto ricorrere alla creazione di uno strumento che avesse la stessa validità legale e ne sancisse, appunto, l’autenticità e l’integrità. Avete presente quando firmate un documento o un contratto con una penna? Benissimo, la firma elettronica (nelle varianti avanzata e qualificata) è proprio l’equivalente elettronico della firma autografa.

Quando si firma un documento cartaceo, è come se ci si attribuisse la sua paternità o si affermasse di accettare il contenuto del documento stesso. Stessa identica cosa equivale se si utilizza la firma elettronica in un documento informatico. La firma elettronica, se utilizzata in maniera corretta, garantisce:

  • l’autenticità dell’identità del mittente;
  • il non ripudio di un documento già firmato;
  • l’integrità del documento (per evitare che lo stesso venga inventato o modificato).

 Quante e quali sono le tipologie di firma elettronica?

Il Regolamento UE n. 910/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 luglio 2014,  noto con l’acronimo eIDAS (Electronic IDentification Authentication and Signature), ha fissato fissa norme e procedure per le firme elettroniche, l’autenticazione web ed i servizi fiduciari per le transazioni.

Si tratta sostanzialmente di 3 tipologie (firma elettronica, firma elettronica avanzata, firma elettronica qualificata). Vediamole nel dettaglio:

  • la firma elettronicarappresenta tutti i dati in forma elettronica, allegati o connessi attraverso un’associazione logica ad altri dati elettronici, ed utilizzati come metodo di identificazione informatica;
  • la firma elettronica avanzata, come dice il nome stesso, è un upgrade della firma elettronica. Sostanzialmente è la stessa cosa, ma in più garantisce la connessione univoca al firmatario, l’autenticità del firmatario e l’integrità del documento. Difatti prima di una effettuare una firma avanzata è necessario una primo momento di identificazione, come ad esempio la tecnologia SelfID di cui parleremo nei prossimi articoli.
  • la firma elettronica qualificataè un ulteriore step successivo, che rappresenta una firma basata su un certificato qualificato e prodotta mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma;

Quanto si può risparmiare utilizzando la firma elettronica?

Adesso che ne hai un po’ di più, hai idea di quanto tempo e, soprattutto, risorse economiche potresti risparmiare utilizzando la firma elettronica?

Immagina quanto tempo e quanta carta sprechi nella tua azienda, sia essa grande o piccola, o semplicemente nella tua vita di tutti i giorni.

Adesso sforzati di immaginare il risparmio che ne potresti ricavare se tutta questa carta, di colpo, scomparisse… ecco, niente male, non trovi?

Solo per renderti conto e farti un’idea, sappi che un recente studio ha stimato che per produrre un documento ufficiale cartaceo, tra spese varie, si spendono circa 13 euro.

A te il compito di calcolare l’importo che si potrebbe risparmiare iniziando a utilizzare la firma elettronica.

Inoltre, è un servizio così comodo che, riducendo al minimo gli sprechi di carta, rispetta l’ambiente che ci circonda… che proprio male non fa.

Quindi, bando alle ciance, non perdere ulteriore tempo (e soldi)… sai quindi cosa fare!







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