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La nuova frontiera del RegTech: ma in Italia si è fermi al FinTech

Gli investimenti in tutta Europa sono in costante crescita

Oramai l’avanzata FinTech è inarrestabile: basti pensare, infatti, che in Europa sono più di 800 i nuovi player finanziari a farsi largo accanto a quelli tradizionali.

Un boom che si rispecchia in un dato: nel 2018 si preannuncia un raddoppio degli investimenti rispetto al 2017.

Di cosa stiamo parlando? Di challenger banks, startup Finance e servizi di pagamento che oggi sono già il 12% delle realtà del settore finanziario di tutta Europa.

Un numero destinato a crescere in virtù della collaborazione che questi operatori stanno sempre più attuando con quelli tradizionali: il 50% dei principali istituti europei, infatti, è già in fase di cooperazione con le cosiddette FinTech con acquisizioni e partnership.

Cos’è il RegTech e a cosa serve?

Il RegTech, termine che racchiude Regulation e Technology e noto anche come tecnologia di regolamentazione, è un nuovo campo nel macro settore dei servizi finanziari.

In pratica sfrutta la tecnologia dell’informazione, con lo scopo di migliorare i processi normativi.

Quindi gli strumenti tecnologici vengono impiegati a supporto di procedure riguardanti l’adeguamento, la conformità, il rispetto di norme, i regolamenti, le leggi.

L’obiettivo del RegTech è senz’altro quello di migliorare la trasparenza e trovare uno standard comune dei processi normativi.

Il RegTech mira ad aiutare sensibilmente aziende ed organizzazioni ad essere sempre in regola con normative e regolamentazioni.

Altro scopo ottenibile con il suo utilizzo, inoltre, è quello di comprendere meglio come queste regolamentazioni possono trasformarsi in opportunità positive per l’azienda, migliorandone le prestazioni.

Il tutto, aspetto non da poco e sicuramente non da sottovalutare, con la peculiarità di far registrare notevoli risparmi alle imprese o organizzazioni che ne sfruttano le potenzialità.

In Europa investimenti raddoppiati: ma l’Italia arranca

 Il RegTech è comunque ancora un mondo poco esplorato, sul quale ci sono sicuramente prospettive positive di crescita.

Come già detto, infatti, gli investimenti in questa direzione sono in continua crescita e di certo non accennano a diminuire.

Tuttavia, però, l’Italia è ancora una dei fanalini di coda a livello europeo: il nostro Paese si piazza al 16esimo posto, dietro altre nazioni quali la Spagna, il Belgio o la Finlandia.

Anche se in Italia si è ancora prevalentemente ancorati al FinTech (la cosiddetta tecnofinanza o, meglio ancora, tecnologia finanziaria), Mauro Macchi, responsabile di Accenture Financial Services ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni che lasciano ben sperare sul fatto che l’Italia colmi il gap con gli Paesi europei e mondiali.

“I segnali che osserviamo – spinta all’innovazione da parte dei consumatori, maggiore consapevolezza da parte degli istituti bancari, abbattimento dei costi delle tecnologie unito all’effetto combinatorio che esse producono – sembrano creare un ecosistema sempre più predisposto alla sperimentazione di nuove soluzioni”.

“Il settore finanziario è strategico per il nostro Paese: ricchezza privata, propensione al risparmio, diffusione delle PMI e forte legame delle stesse con il sistema bancario, forti radicamenti territoriali, sono alcuni degli elementi che spiegano perché è fondamentale accelerare il percorso di innovazione e fare un netto salto di qualità posizionandosi tra i leader europei”.

Anche Aliaslab, sempre attiva nel settore dell’innovazione, ha tenuto un evento a Londra il 13 Luglio.

 







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Firma remota: tra sicurezza e comodità di utilizzo

Dalla firma grafometrica alla firma remota: dimentichiamoci il “vincolo di presenza”

Minor spreco di carta, maggior velocità nei processi e abbattimento delle barriere geografiche sono solo alcuni dei benefici apportati dalla grande “digital revolution” a cui stiamo assistendo.

Tali benefici, parecchio significativi e tangibili nel mondo della certificazione dei documenti, hanno contribuito alla repentina diffusione della firma elettronica.

 Firma elettronica e firma grafometrica

La firma elettronica rappresenta una tecnica innovativa digitale in grado di sostituire  documento elettronico “da autenticare” e ne attesta in maniera inconfutabile l’integrità, l’autenticità e la non ripudiabilità.

 

In particolare, la firma grafometrica è una definizione comunemente usata per indicare una modalità di firma elettronica realizzata con un gesto manuale del tutto analogo alla firma autografa su carta.

 Viene svolta attraverso l’uso di tablet/tavolette grafiche dotati di uno screen ed una pennetta che – ricevendo dati biometrici – consentono di firmare elettronicamente mantenendo una firma identica a quella apposta sulla carta. I vantaggi? Minor spreco di carta e archiviazione immediata e multicanale dei documenti firmati digitalmente.

 Questo genere di firma, sempre più diffusa negli sportelli di banca, è certamente caratterizzata da una valenza legale certificata ed un alto livello di sicurezza; tuttavia, ha il limiteche non può esser utilizzata a distanza in quanto:

–       necessiti di una infrastruttura fisica specifica e costosa (tablet e penna elettronica collegata a server di archiviazione)

–       La sottoscrizione deve esser effettuata davanti ad un operatore che proceda all’identificazione del firmatario.

La “distanza” è uno dei punti su cui ci focalizzeremo maggiormente in questo articolo. Una “distanza” di utilizzo divenuta possibile anche grazie alla firma remota, uno strumento elettronico in grado di garantire elevati livelli di sicurezza ed un servizio possibile da utilizzare in maniera semplice, ovunque ed in qualsiasi momento. Un servizio digitale – quello della firma remota – facile da utilizzare in quanto procedura in grado di attestare la validità di un’operazione direttamente tramite Desktop, Smartphone o Tablet. 

 I vantaggi della firma remota

In aggiuntaai vantaggi della firma grafometrica, la firma remota permette anche di aumentare in maniera significativa la velocità di circolazionedei documenti  da scambiarsi a distanza, garantendo comunque validità dal punto di vista legale del documento.

Come è possibile?

La firma digitale remota è un sistema per firmare i documenti digitali, basato sulla stessa tecnologia della firma digitale che conosciamo, in cui i certificati di firma sono tuttavia contenuti su un server, e direttamente collegati con le informazioni (MSISDN) contenute nella SIM del dispositivo di firma (SecureCall).

Essendo il certificato di firma contenuto all’interno di un server, non sono necessari smart card e annessi lettori,  pennette USB per la firma o altri supporti fisici classici. Basta possedere (fisicamente o digitalmente) un generatore OTP (One Time Password), sotto forma di dispositivo stand alone, software PC  o Smartphone Application o un telefono abilitato alla firma SecureCall. Ciò consente al firmatario di autenticarsi firmando da qualsiasi device connessa a internet.

Si potrà firmare ovunque, senza Chiavette USB o Smart Card

Cosa cambia quindi tra firma digitale con chiavetta/ smartcard e firma remota?

A livello di sicurezza, nulla. Entrambi sono strumenti che permettono di firmare digitalmente – in maniera semplice – documenti informatici. La validità è la medesima di un a firma autografa.

I token e le smart card, tuttavia, possono essere scordati (o ancora peggio persi) e può accadere che l’utente si accorga dopo molto tempo di non aver più in possesso più il supporto fisico funzionale all’ottenimento della firma: è proprio per questo che la firma remota è da considerare uno strumento davvero innovativo.

Con la firma remota non serve alcun dispositivo. Basta il tuo telefono cellulare per associare un documento e firmare digitalmente.

 Più sicurezza, più comodità

Dal punto di vista di comodità e semplicità di utilizzo, la firma remota è chiaramente più pratica. Per questo motivo, sempre più utenti iniziano ad utilizzarla. Con la firma remota è infatti possibile firmare attraverso l’utilizzo di password temporanee, inviate all’utente con un semplice messaggio direttamente sul proprio telefonino.

Tali password temporanee non vengono registrate e – anzi – scadono dopo un breve periodo di tempo. Questo minimizza i rischi rispetto ai processi di username e password tradizionali, anche perché vengono – in alcuni casi – utilizzati due canali differenti (rete telefonica e rete internet).

Un sistema sicuro che permette inoltre di apporre la firma digitale in mobilità, anche fuori dal proprio posto di lavoro.







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In questo mondo di mail, tra Pec e ordinarie: la soluzione in un unico strumento

S:MU, il Sistema di Messaggistica Unificata che semplifica la vita

La Posta Elettronica Certificata, più comunemente conosciuta come Pec, è uno strumento da cui non si può più prescindere. Soprattutto per quanto riguarda l’attività delle vostre aziende.

Giusto per farvi un’idea, nel primo bimestre del 2018 si è registrato il nuovo record con 8.168.410 di caselle attive e ben 221.023.300 di messaggi scambiati (dati AGI).

Un fiume incessante, quindi, di mail quotidiane che ogni giorno leggiamo, cestiniamo, malediciamo o ringraziamo. Eppure c’è ancora tanta disinformazione su questo strumento, sulle sue funzioni, utilizzi e potenzialità.

È bene ricordare di cosa si tratta quando si parla di Pec. Proveremo quindi prima a fornirvi un decalogo e successivamente vi illustreremo le potenzialità del servizio di gestione delle Pec “made in AliasLab”.

PEC: il decalogo per capirne meglio i benefici

Una Pec equivale ad una vera e propria raccomandatacon avviso di ricevimento (ovviamente la comunicazione deve avvenire tra due indirizzi Pec).

Il vincolo di segretezza è totale: il suo contenuto, infatti, è protetto.

Tutte le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ad accettare le comunicazioni via Pec.

Rappresenta il domicilio digitale di tutte le aziende e società, e di conseguenza tutte le loro comunicazioni ufficiali possono avvenire tramite essa.

Stessa identica cosa vale anche per tutti i professionisti  iscritti ad albi professionali.

Le certificazioni della data e del contenuto di un documento sono assolutamente accertabili e comprovabili.

La semplificazione delle comunicazioni importanti e obbligatorie è tra i punti fondamentali dell’utilizzo della Pec: tramite essa, infatti, si risparmiano tempo e soldi, pur avendo la stessa valenza legale.

La Pec deve essere per legge sicura, nel senso che i gestori devono assicurarne la totale pulizia da virus e malware.

L’importanzalegale della Pec, a differenza appunto di una mail tradizionale, è fondamentale: data la sua sicurezza e affidabilità, infatti, può essere utilizzata anche in sede processuale.

Uno strumento che racchiude tutto: la soluzione di AliasLab

S:MU, ovvero Sistema di Messaggistica Unificata, è la soluzione di gestione centralizzata della Pec proposta da AliasLab con un semplice intento: semplificarvi ulteriormente la vita!

Con S:MU è possibile gestire, da un’unica piattaforma, tutto il traffico in entrata e in uscita di tutte le Pec e mail dei tuoi clienti, senza vincoli massimi di caselle configurabili.

Il servizio organizza e smista le mail in modo automatico, grazie a filtri ed etichette facilmente configurabili. Sarà possibile smistare e assegnare messaggi ai collaboratori, tenendo traccia di tutte le attività svolte.

È possibile gestire invii massividi Pec e posta ordinaria, monitorare e gestire i flussi delle mail e le attività dei tuoi collaboratori: tutto senza particolari competenze informatiche, vista la sua semplicità di configurazione e utilizzo.

Una soluzione conforme inoltre alle linee guida fornite da eIDAS(Electronic IDentification Authentication and Signature, ossia il regolamento dell’Unione Europea che riguarda l’identificazione elettronica), che gestisce grandi quantità di posta elettronica registrata, fornisce prove dei dati ricevuti e trasmessi e garantisce determinate caratteristiche di consegna.

In buona sostanza, S:MU è la piattaforma ideale per aumentare efficienza ed organizzazione, monitorando in modo semplice e intuitivo tutte le Pec e le mail che si inviano e ricevono ogni giorno.

S:MU in pillole 

  • Smistamento automatico e centralizzato di caselle Pec e Peo, con l’assegnazione di tag e filtri a tutte le mail;
  • Possibilità di smistamento manuale di caselle Pec/Peo, attribuendo nuovi tag o assegnando Pec a gruppi di utenti;
  • Configurazione multiutenze e multicaselle Pec/Peo, assegnando le Pec e monitorando il workflow;
  • Disponibile ed accessibile su device mobili, oltre che da desktop.

 Ecco, dopo esserti fatto un’idea del tempo e del denaro che potrai risparmiare, spetta solo a te cavalcare l’onda del cambiamento e farti semplificare la vita da AliasLab!







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PSD2: nuovi regolamenti, nuove business opportunities

Payment Service Directive: come adeguarsi alla nuova direttiva europea e come i player fintech possano trarne benefici economici

PSD2: nuovi regolamenti, nuove business opportunities

Payment Service Directive: come adeguarsi alla nuova direttiva europea e come i player fintech possano trarne benefici economici 

Il 2018 è stato per molti l’anno dell’introduzione della normativa sulla privacy, nota come GDPR. D’altronde, come non potrebbe fare audiencela notizia dell’entrata in vigore di una normativa direttamente connessa alla gestione della privacy e dei propri dati personali

Meno “di moda” ma certamente non meno importante, è stata l’entrata in vigore della direttiva 2015/2366/UE, conosciuta come PSD2 (Payment Service Directive).

Dal giorno 13/01/18, gli Stati europei hanno infatti registrato l’obbligo di recepire all’interno dei propri regolamenti nazionali tale direttiva, finalizzata alla regolamentazione di un mercato finanziario caratterizzato da una crescente complessità in termini di attori e da rapidissimi progressi in termini di innovazione digitale.

La PSD2 ha come obiettivo principale la creazione di un mercato unico ed integrato dei payment services, armonizzandoun regolamento europeo e uniformando le regole per i player bancari e per i numerosi PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) nati grazie alle opportunità offerte dall’evoluzione digitale nel settore Fintech.  Tale intervento, contribuirà a migliorare la sicurezza del financial systeme garantirà – per i consumatori – maggior concorrenza e maggior trasparenza.

Nuove opportunità di business

Per rispondere alle direttive imposte dalla normativa, molti player del mondo fintech hanno progettato sistemi all’avanguardia in grado di differenziare le piattaforme di pagamento e renderle più sicure per gli utenti.

Puntando molto sul concetto di user experience, la PSD2 ha quindi contribuito alla creazione di ingegnose soluzioni tecnologiche in grado di fungere da moderni sistemi di pagamento online. Sistemi in grado di abbattere le barriere all’ingresso di nuovi operatori rafforzando la sicurezza del sistema  e garantendo trasparenza e leale concorrenza a vantaggio dei consumatori.

Facciamo alcuni esempi concreti!

Utilizzando l’internet banking della vostra banca per fare pagamenti o altre operazioni bancarie, vi è certamente capitato di dover compiere una serie di operazioni con il vostro smartphone.Chiamate con inserimento codici a numeri verdi predefiniti (ad esempio Securecall Out-of-Band), creazione di codici da appositi generatori di token dinamici(Securecall Smart Otp) ed altre semplici operazioni talvolta percepite come “scomode”.

Semplici operazioni che nascondono invece geniali soluzioni per compiere pagamenti in totale sicurezza grazie all’utilizzo simultaneo di differenti canali: chiamate su piattaforma GSM insieme a codici generati daapponline (quindi tramite canale web) – ottemperando le linee guida della Strong Customer Authentication (SCA).

Molte aziende del mondo fintechstanno sviluppando un vero proprio meccanismo di concorrenza interna al mercato finanziario per offrire a banche e altri player finanziari soluzioni su misura in grado di rispondere ai requisiti minimi previsti dalla direttiva europea in questione.

Numerosi benefici!

La PSD2 è quindi da considerare come:

– un’opportunità di crescita per il settore finanziario e per i suoi operatori

– un’opportunità di business per le aziende che stanno investendo nell’innovazione digitale applicata al settore fintech

– un incentivo per migliorare la user experience delle piattaforme di pagamento

– uno spunto di connessione tra i “fornitori di tecnologia” e i fruitori della stessa

I grandi player della tecnologia devono mettersi a disposizione, ed essere visti, non soltanto come fornitori di strumenti e soluzioni, ma come interlocutori che offrono il proprio patrimonio di esperienza” Fabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia

Rischi o opportunità?

PSD2coincide quindi con un passo importanteverso il modello noto come “open banking”, in cui le aziende della “finanza tecnologica” potranno sviluppare nuovi payment tools innovando fortemente il mondo dei pagamenti.

Un’evoluzione certamente positiva in linea teorica grazie al miglioramento della sicurezza tramite tali strumenti. C’è tuttavia chi resta titubante di fronte alla “fusione tecnica” tra operatori del settore bancario e aziende esterne in grado di veicolare le strategie fintech e di creare sistemi integrati a quelli bancari.

È indubbio che l’evoluzione tecnologica del settore bancario possa solo che apportare esternalità positive, ma siamo proprio sicuri che tale apertura a nuovi soggetti privati non rischi di aumentare le percentualidi potenziali “brecce” nel sistema bancario e contribuendo a frodi finanziarie? Ad oggi, l’open banking  sembra solo apportare benefici ai settori finanziari. Il resto, lo scopriremo solo vivendo.







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“Fintech revolution”: l’omnicanalità nel settore bancario

Omnicanalità & fintech: online & offline a braccetto nel settore della tecnofinanza

“Bitcoin”, “Blockchain”, “Smartphone payments”!

Quante volte negli ultimi tempi hai sentito parlare di valute elettroniche, pagamenti online e altre tematiche relative all’innovazione nel settore fintech? Tutto ciò è normale!

Il panorama della tecnologia finanziaria mondiale sta letteralmente cambiando e – con esso – stanno cambiando le abitudini di utilizzo di tali servizi da parte degli utenti.

Facciamo chiarezza!

Ma cosa significa fintech? Fintech (tecnofinanza o tecnologia finanziaria, la cui etimologia “fin” come finanza e “tech” come tecnologia) consiste nel processo di digitalizzazione del bank & financial system, all’interno dei quali la tecnologia rende tali sistemi più efficienti.

Il Fintech deve il suo successo e la sua espansione all’avvento di internet affiancato al mobile, oltre alla crisi finanziaria che ha permesso alla tecnofinanza di prendere il sopravvento sul classico sistema bancario evidenziandone i limiti soprattutto in termini di velocitàe reattività ad un mercato sempre più mutevole.

Grazie allo sviluppo di nuovi processi tecnologici innovativi relativi al settore bancario e finanziario, la fintech permette di fornire servizi e prodotti finanziari attraverso le più avanzate tecnologie per quanto riguarda transazioni ed i pagamenti online, intermediazione finanziaria, gestione del rischioe del risparmio e monete elettroniche.

Omnicanalità

Il Marketing Omnicanale si riferisce ad una strategia aziendale che permette al consumatore di comprare od interagire con un prodotto o servizio attraverso il congiunto utilizzo di strumenti online e offline. Normalmente, questo processo migliora la customer experiencedel cliente aumentando le performance di vendita delle aziende.

Nonostante l’omnicanalità stia registrando una profonda diffusione nel settore retail (tablet per ordinare al fast food, merce ordinata online cambiata in store, e così via) tale strategia sta prendendo sempre più piede nel settore fintech, in particolare nel settore bancario.

Ominicanalità è anche… user experience!

Per fare alcuni esempi concreti, è interessante scoprire come alcuni istituti bancari hanno deciso di aumentare la user experience dei propri servizi finanziari erogati online attraverso “gesticomuni ma davvero geniali!

Sparkasse, per esempio, permette di aprire un conto bancario direttamente dal salotto di casa, scattandosi un selfie per attestare la propria identità!

Aprire un conto in banca con un selfie??

Sì! Hai capito bene! Con l’App Apri Conto di Sparkasse  sullo smartphone, dopo aver iniziato il processo sul portale web to www.sparkasse.it, basta fotografare i propri documenti e scattarsi un selfie per ottenere un conto nuovo di zecca!

Un’idea bizzarra (di cui “Aliaslab va molto fiera”)  che ha già riscosso un discreto successo– dicono le statistiche del gruppo bancario – e che ha già trovato grande diffusione tra utenti storici e nuovi curiosi!

Ma come funziona?

Dopo un controllo incrociato tra i documenti dell’utente e la foto del selfie, si generano le credenziali per accedere comodamente al servizio di home banking.

Chiaramente, l’app utilizza una tecnologia che permette di rispettare le normative sulla sicurezza ed è richiesto all’utente di compilare alcuni “campi” obbligatori relativi alla gestione dei dati personali.

Per quanto riguarda il processo di autenticazione, il sistema si basa sulla tecnologia della Firma Elettronica Avanzata da remoto – emessa da una Autorità Certificativa –  spesso accompagnata da Secure Call e OTP (token o chiavetta identificativa).

Questo processo garantisce semplicità di utilizzo, abbattimento delle barriere geografiche, snellimento ed automatizzazione dei processi, diminuzione dei costi; tutto questo, senza tralasciare la variabile sicurezza!

Perché proprio un selfie?

Omnicanalità è la capacità di fondere strumenti offline a strumenti online garantendo un miglioramento della user experience.

Per migliorare la user experience, occorre promuovere processi semplici ed eseguibili dall’utente in maniera naturale!

L’esempio del selfie preso a paradigma in questo articolo, mostra come i più complessi processi tecnologici cerchino di sposare la funzionalità e rendere l’esperienza del fruitore più semplice e naturale possibile.

È per questo che – nonostante l’umanità andrà verso un mondo sempre più tech– l’uomo e le proprie abitudini faranno la differenza e saranno i veri e propri test di mercato per valutare l’efficacia di complesse omnichannel strategies!







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Identità digitale e Blockchain, opportunità da cogliere e sfruttare

Dati e informazioni, comprovate e validate da terze parti, che diventano accessibili e utili per aziende e banche

I temi del Bitcoine dell’Identità digitalesono senz’altro due elementi di grandissima rilevanza, quando si parla di blockchain, soprattutto per le opportunità che si possono aprire e per quelle che già sono oggi accessibili e disponibili.

Nell’oceano di informazioni riguardanti blockchain eIdentità digitale, la certezza è che Blockchain risualta essere un potenziale pezzettino fondamentale di tale processo,  che permette di mantenere dati crittografici e comprovarne l’effettivo possesso in maniera condivisa e trasparente.

In buona sostanza, per spiegare al meglio cosa succede, l’utente decide di condividere determinate informazioni e una terza parte comprova la reale ed effettiva validità dell’identità dell’utente in questione. Semplice, no?

Quindi un’identità che diventa a tutti gli effetti accessibile per, ad esempio, organi istituzionali e banche.

Le identità digitali salvate su una blockchain, infatti, potrebbero essere impiegate dalle banche nelle fasi di identificazione e verifica del cliente,agendo come database di identità digitali blindate e crittografate, cui è possibile accedere in alternativa a database centralizzati.

Così facendo, si migliorerebbe l’efficienza di tutto il processo: dalla digitalizzazione delle fasi di rilascio e verifica delle identità digitali all’automazione di alcuni passaggi intermedi mediante l’adozione di specifici smart contracts.

Identità digitale e blockchain nel mondo

Attualmente si sta lavorando parecchio sulla creazione di un unico standard mondiale – ISO – che controlli e regoli questi meccanismi. Tuttavia, ci sentiamo di dire che il tentativo di creare un sistema per un’unica identità mondiale non avverrà di certo nell’arco di pochi anni. Forse ne saranno necessari 10, addirittura 20, ma comunque niente di tutto questo accadrà nell’immediato.

Un problema che coinvolge parecchi Paesi d’Europa, tra cui appunto l’Italia, è legato alla scelta di un sistema di identità anziché di un altro: da noi, infatti, non c’è nessun incentivo che “convinca” aziende e società ad adottare questi nuovi sistemi, non proprio guardati di buon occhio vista reticenza tutta nostrana nei confronti delle nuove tecnologie e in particolare dello SPID.

In altri Paesi, invece, avviene esattamente il contrario: in Estonia, ad esempio, tutto funziona in modalità eGov. A nostro favore c’è da dire che si tratta di una nazione con una popolazione numericamente inferiore, ma sicuramente si è davanti ad un esempio di Paese virtuoso le cui best practices sono assolutamente da seguire e, perché no, copiare!

Come vengono registrate le informazioni tramite blockchain?

Le identità registrate tramite tecnologia blockchain sono decentralizzate e immutabili.

Uno dei principi del modello blockchain, infatti, è che esiste una fiducia intrinseca nel libro mastro senza una vera e propria autorità centrale.

Praticamente l’integrità di un’identità sulla blockchain può essere verificata proprio perché esiste sulla blockchain stessa.

Molti degli schemi di identità aggiungono la prova che le dichiarazioni di identità sono state garantite da una terza parte comprovata e sicura.

La blockchain è il futuro?

L’identità blockchain è una tecnologia comunque emergente con un ecosistema in un continuo stato di flusso. Di conseguenza, è ancora difficile valutare quanto bene un’identità blockchain risolva i problemi che le identità digitali stanno affrontando oggi.

Ma, quindi, anche se ci siamo già ampiamente dentro, la blockchain rappresenta il futuro?

Una risposta sincera è di certo difficile da dare. Molte aziende e banche stanno attualmente valutando i benefici e i rischi.

Per adesso, tuttavia, è un po’ presto poter dire se e come questa tecnologia cambierà la nostra vita. Proprio per questo, però, è bene continuare a seguirci per tenere sotto controllo tutte le news e gli aggiornamenti relativi, per evitare di farsi cogliere impreparati.







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Vivere – più o meno – paperless? Forse è già possibile

Un giorno completamente senza carta, facendo ogni piccola cosa in digitale, non è poi così utopistico

Appena qualche anno fa, solamente in pochi si sarebbero immaginati di poter dire addio a tutti i documenti di carta.

Infinite pile di carta, infatti, non fanno altro che ingombrare scrivania e cassetti, e ogni volta che dobbiamo sistemarle ci viene un attacco di panico.

Ma riuscireste ad immaginare una vita senza carta? Secondo voi, sarebbe possibile sostituirla con qualcosa di digitale?

Proviamo ad immaginare (anche se già buona parte di tutto questo è già realtà) come potremmo vivere senza carta.

Vivere senza carta? Forse è già possibile

La carta è presente in ogni angolo della nostra quotidianità.

Ecco quindi alcuni settori, e relative azioni, in cui è possibile rimpiazzare la carta con il digitale.

  1. Compila le dichiarazioni online e utilizza il tuo banking online. Sempre più banche ed istituti di credito offrono ormai transazioni senza l’utilizzo di carta.
  2. Libri e riviste. Leggiere è ovviamente importante e necessario. Ma dopo averlo fatto, portali in biblioteca o passali ad un amico.
  3. Uno degli strumenti più utilizzati quotidianamente: non appena svegli, infatti, si controllano le mail. Se ancora sei tra quei pochi che non la utilizzano, cosa stai aspettando?
  4. Sei davvero sicuro di stampare tutto quello che è necessario? Riduci al massimo lo spreco di carta. Se proprio devi farlo, stampa solo ciò di cui non puoi farne a meno.
  5. Identificazione personale e documenti. Scansiona e archivia i tuoi documenti. Di certo il passaporto serve di carta, ma se dovessi mai perderlo, la sua scansione ti aiuterà.
  6. Opere d’arte per bambini e pagelle. Sin da piccoli è importante far prendere consapevolezza i più piccoli delle potenzialità del digitale per apprendere e conoscere il mondo… e anche per informare i genitori dei voti a scuola.
  7. Elenchi, scarabocchi, note e post-it. Non sprecare tanta carta per schizzi e scarabocchi. Appunta le tue idee su smartphone, tablet o laptop… inoltre esistono tantissime app che ti aiuteranno a tenerle ben organizzate.
  8. Ricevute, bollette e documenti. Scansiona e conserva le tue ricevute, bollette e documenti: eviterai di perderle e dover imprecare perché è accaduto.
  9. Cartelle cliniche. Anche gli ospedali e gli studi medici stanno diventando sempre più digitali. Quindi, fallo anche tu!
  10. Privati ed aziende utilizzano i molteplici servizi di fatturazione digitale. I motivi li avete già letti!

 

Una vita paperless? Il futuro è oggi

Un intero giorno paperless forse non è poi così lontano o inimmaginabile.

Vivere una realtà del genere, in larga parte, dipende esclusivamente da noi. Dopo aver messo da parte ciò che decidi di mantenere, infatti, inizia a ordinare tutto e riduci il disordine della carta nella tua quotidianità.

L’assenza di supporti cartacei comporterà di certo ulteriori scansioni, triturazione e conservazione di file. Ma la vita senza carta ridurrà di certo anche lo stress.

Inoltre, proprio perché sicuramente hai più di un dispositivo, uno dei vantaggi di vivere paperless è non dover portare con te quella nota o documento cartaceo. Tuttavia, ricordati di copiarli in tutti i tuoi dispositivi.

Paperless è quindi un termine che viene usato sempre più frequentemente. Ma cosa significa E in che misura si applica?

Sicuramente, nonostante i progressi della tecnologia, tutti usiamo ancora la carta in una certa misura, quindi come possiamo vivere completamente senza carta?

Bene, la verità è che probabilmente ci sarà sempre una qualche forma di carta, ma il problema non sta nell’usare la carta stessa, ma piuttosto nella consapevolezza della quantità usata e dei metodi per cui viene usata.

I mezzi ci sono – documenti online, firma elettronica digitale, identificazione selfie, strong authentication – tutto sommato, spetta solo a te realizzarlo.

Quindi, dopo aver letto questo articolo, non immaginarti all’interno di un futuro distopico da serie tv: inizia semplicemente ad attuare i punti che hai appena letto… ti accorgerai che sei già all’interno del futuro!







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La concessionaria diventa digitale: Automotive & Firma Grafomerica Mobile

L’evoluzione della concessionaria: nuove tecniche digitali per l’ottimizzazione dei processi aziendali nel settore Automotive

Avrai notato che la maggior parte delle filiali bancarie è ormai in possesso di strumenti digitali per apporre la propria firma al termine delle operazioni relative ai movimenti del proprio conto in banca.

Tablet, penne digitali e documenti elettronici spediti direttamente via mail, successivamente all’operazione bancaria, stanno ormai diventando elementi comuni nel settore del Private Banking.

Questi processi tecnologici – in grado di apportare importanti benefici dal punto di vista degli sprechi cartacei e della gestione documentale (interna ed esterna) – si basano sullo strumento digitale della firma grafometrica.

Un particolare tipo di Firma Elettronica Avanzata (FEA) che si ottiene rilevando i dati biometrici di un utente (firmatario) nel momento in cui appone la firma su un “device”, legando i dati stessi in modo indissolubile al documento elettronico firmato”.

 In parole povere, il firmatario del documento appone normalmente la propria firma su un supporto elettronico (screen di un tablet) firmando con una penna elettronica capacitiva (Wacom o Apple Pencil).

Facile, no?

Stesso gesto, stessa semplicità, infinità di benefici! Garantendo, infatti, la stessa sicurezza e validità della firma autografa, con tale processo è possibile autenticare e registrare in maniera automatica un documento archiviandolo nei server delle gestione documentale della banca e inviandolo al contempo nella posta elettronica del firmatario per una consultazione più attenta a posteriori.

La firma grafometrica nelle concessionarie automotive

Vista la comodità e l’efficacia di tale processo – adattabile a qualsiasi operazione che preveda l’utilizzo di un documento elettronico (offerte commerciali, leasing e finanziamenti, assicurazioni e pratiche auto, contratti e ordini, etc) – l’utilizzo della firma grafometrica si sta diffondendo in parecchi settori in cui processi di gestione documentale prevedono un’elevata complessità e grandi numeri di pratiche.

Tra i settori nei quali tale tecnologia vede una veloce e massiccia diffusione, troviamo certamente il settore Automotive, in particolare all’interno delle concessionarie automobilistiche,in cui giornalmente vengono gestite differenti pratiche di un gran numero di clienti.

Autotorino, il pioniere della digital transformation nell’automotive

Interessante il caso di Autotorino  (primo gruppo italiano per fatturato) che, impegnata da tempo nello sviluppo di strategie e processi per la gestione digitale dei documenti, grazie alle soluzioni di firma elettronica avanzata permette ai propri clienti di eseguire anche operazioni a distanza.

Ad esempio? Approvazione da remoto di preventivi consultabili tramite smartphone, self-service documentale integrato all’archivio della concessionaria, autorizzazione per interventi extra.

Firma remota per eseguire operazioni direttamente da casa

Molte delle pratiche che vengono approvate da remoto godranno a breve inoltre di un’ulteriore tutela offerta dall’utilizzo di token (OTP) – come avviene nel settore bancario – per garantire maggiore sicurezza nei processi di autenticazione degli utenti.

In casi come questi si parla di firma elettronica avanzata remota, una tecnologia innovativa che – attraverso credenziali – permette di autenticare i propri documenti da un qualunque apparecchio connesso al web.

In alcuni casi, può addirittura avvenire che i codici per utilizzare questo genere di tecnologia vengano anch’essi rilasciati da remoto, attraverso procedure molto delicate in cui viene spesso utilizzato il riconoscimento facciale o moderne tecnologie di riconoscimento da remoto.

Una marea di benefici!

Dopo aver compreso il funzionamento della firma grafometrica, ed aver toccato con mano alcuni settori di applicazione di tale tecnologia innovativa, proviamo ad elencare (oltre a quelli già implicitamente citati in precedenza) inumerosi benefici ottenibili da coloro che decidono di dotarsene:

  • Firma legalmente valida
  • Comparazione biometrica
  • Login con firma
  • Verifica della firma
  • Diminuzione costi di carta e relativi al personale per la gestione pratiche
  • Riduzione dell’attesa per i clienti
  • Minor spreco di carta
  • Trasformazione automatica dei documenti in file PDF
  • Abolizione dei costi di magazzino
  • Compilazione e autenticazione documentale (e contrattualistica) da remoto
  • Invio “live” dei documenti al cliente, direttamente sulla sua casella postale

Vantaggio competitivo

Oltre ai settori finance & banking, tale tecnologia sta pian piano prendendo piede all’interno dei settori in cui prezzi ed i prodotti risultano esser “di mercato” ed in cui è presente un elevato tasso di competitività, ad esempio il settore automotive, per l’appunto.

In tali settori, un investimento tecnologico in questa direzione può quindi comportare – grazie agli enormi benefici appena citati – un reale vantaggio competitivo in termini di differenziazione delle tipologie di servizio e in termini di diminuzione dei costi variabili ampiamente ridotti (ad esempio i costi per la carta dei documenti) grazie a questo genere di investimento tecnologico (con conseguente miglioramento dei margini aziendali nelle transazioni con i singoli clienti







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Firma elettronica: cos’è e perché è utile e conveniente utilizzarla

Ecco come la firma elettronica ti può far risparmiare tempo e risorse economiche in azienda e nella vita di tutti i giorni

Hai mai pensato che la tua azienda, o semplicemente il tuo portafogli, potrebbe risparmiare un bel po’ di soldiutilizzando lo strumento della firma elettronica?

Anche se non sei tanto informato in materia, stai tranquillo! Tutto è molto semplice e richiede appena qualche minuto di lettura che potrebbe rivelarsi utile e, soprattutto, molto conveniente.

Cos’è la firma elettronica?

Sempre più professionisti, aziende ed enti utilizzano lo strumento della firma elettronica per validare legalmente i documenti firmati tramite computer o strumenti elettronici appositamente dedicati.

È, infatti, proprio per questo motivo che la firma digitale nasce: ossia per garantire l’autenticità di un qualsiasi documento che richiede la firma come requisito fondamentale.

Mentre su quelli cartacei tutto si risolveva con una penna, su quelli digitali si è dovuto ricorrere alla creazione di uno strumento che avesse la stessa validità legale e ne sancisse, appunto, l’autenticità e l’integrità. Avete presente quando firmate un documento o un contratto con una penna? Benissimo, la firma elettronica (nelle varianti avanzata e qualificata) è proprio l’equivalente elettronico della firma autografa.

Quando si firma un documento cartaceo, è come se ci si attribuisse la sua paternità o si affermasse di accettare il contenuto del documento stesso. Stessa identica cosa equivale se si utilizza la firma elettronica in un documento informatico. La firma elettronica, se utilizzata in maniera corretta, garantisce:

  • l’autenticità dell’identità del mittente;
  • il non ripudio di un documento già firmato;
  • l’integrità del documento (per evitare che lo stesso venga inventato o modificato).

 Quante e quali sono le tipologie di firma elettronica?

Il Regolamento UE n. 910/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 luglio 2014,  noto con l’acronimo eIDAS (Electronic IDentification Authentication and Signature), ha fissato fissa norme e procedure per le firme elettroniche, l’autenticazione web ed i servizi fiduciari per le transazioni.

Si tratta sostanzialmente di 3 tipologie (firma elettronica, firma elettronica avanzata, firma elettronica qualificata). Vediamole nel dettaglio:

  • la firma elettronicarappresenta tutti i dati in forma elettronica, allegati o connessi attraverso un’associazione logica ad altri dati elettronici, ed utilizzati come metodo di identificazione informatica;
  • la firma elettronica avanzata, come dice il nome stesso, è un upgrade della firma elettronica. Sostanzialmente è la stessa cosa, ma in più garantisce la connessione univoca al firmatario, l’autenticità del firmatario e l’integrità del documento. Difatti prima di una effettuare una firma avanzata è necessario una primo momento di identificazione, come ad esempio la tecnologia SelfID di cui parleremo nei prossimi articoli.
  • la firma elettronica qualificataè un ulteriore step successivo, che rappresenta una firma basata su un certificato qualificato e prodotta mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma;

Quanto si può risparmiare utilizzando la firma elettronica?

Adesso che ne hai un po’ di più, hai idea di quanto tempo e, soprattutto, risorse economiche potresti risparmiare utilizzando la firma elettronica?

Immagina quanto tempo e quanta carta sprechi nella tua azienda, sia essa grande o piccola, o semplicemente nella tua vita di tutti i giorni.

Adesso sforzati di immaginare il risparmio che ne potresti ricavare se tutta questa carta, di colpo, scomparisse… ecco, niente male, non trovi?

Solo per renderti conto e farti un’idea, sappi che un recente studio ha stimato che per produrre un documento ufficiale cartaceo, tra spese varie, si spendono circa 13 euro.

A te il compito di calcolare l’importo che si potrebbe risparmiare iniziando a utilizzare la firma elettronica.

Inoltre, è un servizio così comodo che, riducendo al minimo gli sprechi di carta, rispetta l’ambiente che ci circonda… che proprio male non fa.

Quindi, bando alle ciance, non perdere ulteriore tempo (e soldi)… sai quindi cosa fare!







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Rivoluzione Blockchain, una nuova tecnologia infrastrutturale

Security, immutabilità dei dati, conservazione sostitutiva, smart contracts: Blockchain non vuol dire solo Bitcoin. Ti aiutiamo a capirne di più

Se volete capirne di più su uno degli argomenti più gettonati degli ultimi tempi, prendetevi cinque minuti tutti per voi… solo così, finalmente, saprete interagire con i vostri interlocutori, e dire la vostra, quando si parlerà di Blockchain!

Blockchain, come detto, è di certo uno degli argomenti di cui si sente sempre più parlare.

E, altrettanto spesso, è collegato ad un altro molto in voga negli ultimi anni: il Bitcoin.

Tuttavia, però, la tecnologia della Blockchain ha caratteristiche che si distaccano dalla criptovaluta: essa ha di certo un grande valore nell’esperienza Bitcoin ma, allo stesso tempo, rappresenta una piattaforma per gestire transazioni e scambi di dati e informazioni anche in tanti altri settori.

Quindi, come vedrete, non sempre è corretto parlare di Blockchain e Bitcoin come di un’entità unica.

Le varie scuole di pensiero sulla Blockchain

Sull’argomento Blockchain ci sono ancora oggi tante scuole di pensiero: non è un caso, infatti, che è in atto una vera e propria diatriba per stabilire cosa sia esattamente.

Proprio così, il primo “problema” che si sta cercando di risolvere è quello relativo proprio alla terminologia.

C’è chi considera la Blockchain una nuova generazione di Internet: una sorta di Internet delle Transazioni e, guardando oltre al concetto di transazione, più precisamente un’Internet del Valore.

Per altri, invece, rappresenta un nuovo concetto, considerato anche con un’accezione politica,di Trust.

Una vera e propria piattaforma in grado di sviluppare e realizzare una nuova forma di democrazia.

Per altri ancora, ed è un po’ la corrente di pensiero più vicina al nostro modo di intendere la questione, la Blockchain è la riproduzione digitale di quattro concetti molto chiari: decentralizzazione,trasparenza, sicurezza e, infine, immutabilità.

L’immutabilità di dati e informazioni

Come appena detto, una delle tecnologie più affascinanti e che possono essere sfruttate dalla Blockchain riguarda l’immutabilità dei dati: una peculiarità sicuramente applicabile in numerosi ambiti.

Per rendere ancora meglio l’idea, utilizzando la Blockchain nella conservazione dei dati è un po’ come se le informazioni venissero scolpite su una pietra. Più immutabili di così!

L’importanza di una terza parte fidata

Un altro modo di sfruttare la Blockchain è la possibilità di poter firmare digitalmente i documenti, registrando la prova della firma proprio all’interno di essa, che diventa la terza parte fidata.

Com’è possibile questo? Come si fa ad avere la certezza che la Blockchain sia una terza parte così fidata?

Semplice, perché è in grado di garantire e certificare la storia completa di tutti i datie di tutte le operazioni collegate ad ogni singola transazione o singolo movimento.

 Senza dimenticare la conservazione sostitutiva

Altra questione di cui se ne parla sempre più è la cosiddetta conservazione sostitutiva.

Per chi non lo sapesse, si tratta di una procedura legale/informatica, regolamentata anche dalla legge italiana, che garantisce nel tempo la validità legale di un documento informatico.

Non è un caso, infatti, che la questione della conservazione sostitutiva è stata considerata anche nell’ultimo aggiornamento del CAD (Codice Amministrazione Digitale).

Una nuova infrastruttura, con la security al primo posto

In definitiva, oltre all’ambito del payment, la Blockchain può essere legata allo scambio di beni e servizi, ma anche alla gestione di informazioni connesse alla contrattualistica (i cosiddetti Smart Contracts).

 Come AliasLab siamo veramente orgogliosi di essere pionieri in questa tortuosa strada della Blockchain.

Secondo noi, infatti, continuare a parlare sinergicamente di Blockchain e Bitcoin non può che essere utile; tuttavia, ci teniamo a ribadire la nostra convinzione che dietro tutto questo c’è molto altro.

Qualcosa di molto importante, che assomiglia molto ad una vera e propria nuova tecnologia infrastrutturale di conservazione condivisa.

 E anche se siamo, in sostanza, agli inizi di questa nuova rivoluzione, ciò che è fondamentale fissare bene è che la Blockchain rappresenta, a tutti gli effetti,un paradigma del tutto nuovo per la gestione di dati e informazioni.

Un paradigma, ci teniamo a ribadirlo ancora una volta, in cui è proprio la security l’aspetto più importante di tutta la questione







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