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Le soluzioni Blockchain di AliasLab presenti al Summit 2018 di Dubai

AliasLab – e Scytale – al Blockchain Summit: un riconoscimento di competenza e professionalità

Una settimana a dir poco internazionale, quella di AliasLab! Dopo la partecipazione alla Wacom 2018 Partner Conference in Germania, infatti, i nostri esperti voleranno alla volta di Dubai per partecipare al Blockchain Summit 2018, fissato per il 12 novembre.

Un appuntamento in cui il gotha mondiale delle tecnologie legate alla blockchain si riunisce per presentare le soluzioni più innovative.

Oggi come oggi, la tecnologia blockchain costituisce la base per un registro, e al tempo stesso un regolamentosicuro online e che si sta sempre più muovendo verso l’adozione mainstream.

Un esempio? Basti pensare che si prevede che il mercato globale della tecnologia Blockchain salirà dai 210 milioni di dollari del 2016 ai 2,31 miliardi di dollari entro il 2021. Un incremento decisamente senza precedenti.

AliasLab a Dubai in difesa del Made in Italy

La tecnologia blockchain, lo sapete, ha molteplici applicazioni: catene di approvvigionamento, sanità, sistemi monetari globali, tecnologie finanziarie, vendita al dettaglio, ospitalità, commercio di energia, musica, autenticazione di record elettronici, consegna di servizi governativi e molti altri.

Di conseguenza dovrebbe avere un impatto significativo su numerosi settori: è fondamentale, quindi, che le parti interessate comprendano bene i concetti, in modo da formulare attente strategie legali e commerciali per beneficiarne.

Ed è questo l’obiettivo principale del Summit di Dubai, all’interno del quale la presenza di AliasLab è legata alla presentazione delle sue soluzioni blockchain e all’introduzione di SignChain.

SignChain è nato in Scytale – laboratorio pensato con la missione di portare nuovi prodotti e soluzioni innovative basate sulle tecnologie BlockChain e Smart Contract – dalla commistione dell’esperienza nei settori di firma elettronica e sicurezza di Aliaslab.

Questo nuovo prodotto cerca, per mezzo della blockchain, di risolvere alcune problematiche che appartengono alla vita di tutti, legate alla tracciabilità trasparente e notarizzazione, utilizzabile anche in ambito di tracciatura e provenienza.

Il nostro intervento al Blockchain Summit 2018, quindi, partirà proprio dall’illustrazione di questi problemi e da come, grazie alla soluzione SignChain, vi si può porre rimedio, per poi focalizzarsi sui temi di identità digitale e firma elettronica blockchain.

Una partecipazioni che rappresenta un ulteriore riconoscimento alla professionalità e alle competenze messe in campo da AliasLab, leader nel settore IT, nella realizzazione e nello sviluppo di soluzioni software sempre più innovative dal 1984.







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AliasLab presente alla Wacom 2018 Partner Conference con il caso Autotorino

Grande soddisfazione per il nostro gruppo per i successi ottenuti

AliasLab è una realtà che, come avrete avuto modo di leggere e vedere, non ama “tirarsela” più di tanto, ma preferisce parlare i fatti e le azioni realizzate!

Tuttavia, dopo più di 30 anni da punto di riferimento nel settore IT, nella realizzazione e sviluppo di soluzioni software estremamente innovative, stavolta vogliamo raccontarvi un obiettivo raggiunto che non può passare inosservato ma, anzi, ci inorgoglisce e ci permette di essere sempre più al top in questo settore.

La firma elettronica è di certo una delle punte di diamante dell’offerta di AliasLab: ed è proprio di questa, declinata come case history, che avremo l’onore di raccontare alla platea della Wacom 2018 Partner Conference, che si terrà il 5 e 6 novembre a Dusseldorf.

Nello specifico, infatti, tratteremo il tema della dematerializzazione dei processi di gestione documentale, in cui il caso del GruppoAutotorino (storico dealer italiano, nato nel 1965 ed oggi realtà di riferimento nazionale) è un esempio virtuoso nel settore automotive italiano, tanto da aver conquistato il Premio per l’Innovazione Gestionale 2018 nell’ambito dell’Automotive Dealer Day.

Un caso di successo che, grazie alla partnership con AliasLab, verrà portato e raccontato alla Wacom Conference come vera e propria best practice, con l’auspicio che possa anche trasformarsi, perché no, in un esempio per tante altre realtà.

Il caso Autotorino: scomparsa la carta e attivata la firma grafometrica

Per chi non lo conoscesse ancora, si tratta di uno dei primissimi casi in Italia in cui le penne e tablet Wacom hanno totalmente sostituito la carta: una concessionaria di auto, quindi, in cui si firma digitalmente, semplificando i processi e la dematerializzazione.

Per farvi capire l’importanza dell’innovazione introdotta, infatti, il GruppoAutotorino nel 2017 è stato il primo gruppo commerciale italiano ad entrare nella TOP 50 europea dei dealer più grandi (IDCP 2017 Guide to Europe’s Biggest Dealer Groups).

All’interno della concessionaria, quindi, attualmente è possibile firmare i seguenti documenti:

  • Contratti di veicoli nuovi con FEA grafometrica su tablet (a breve si potrà anche con OTP sia locale che remota);
  • Contratti di veicoli usati con FEA grafometrica su tablet (a breve si potrà anche con OTP sia locale che remota);
  • DDT con firma elettronica grafometrica su tablet.

I vantaggi legati a queste innovazioni sono innumerevoli e spaziano dalla semplificazione nell’archiviazione alla ricerca dei documenti, dall’immediata condivisione via mail con il cliente al risparmio in termini di costi e d’impatto ambientale; senza dimenticare un forte e deciso aumento della sicurezza del dato, prerogativa fondamentale degli obiettivi di AliasLab.

I prossimi obiettivi di AliasLab e Autotorino

Le prossime evoluzioni legate ad Autotorino, in primis con l’attivazione della firma remota OTP (One Time Password), consentiranno ai clienti di firmare ovunque si trovino e con la praticità di utilizzo del proprio smartphone, senza dover necessariamente passare dalla concessionaria.

Inoltre, la modalità di firma elettronica sarà estesa gradualmente anche a tutti i documenti generati da Autotorino: dagli ordini di lavoro in officina al modulo di richiesta test-drive o vetture di cortesia, senza tralasciare bolle di consegna, certificazioni e tanti altri documenti.

Quella di Dusseldorf, insomma, sarà una vetrina importantissima per AliasLab, che potrà illustrare i risultati ottenuti, affiancarsi ai migliori partner Wacom e proiettarsi sempre più al top nel campo dell’informatica e della sicurezza.







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I buoni pasto ai tempi dello smartphone

Dematerializzazione, BluBe e le nuove app per pagare con buoni pasto nell’era digitale

I buoni pasto si smaterializzano

In un mondo sempre più tecnologico, dove il materiale sembra assottigliarsi e sparire sempre di più, anche il settore dei buoni pasto non poteva che venire travolto dai nuovi trend.

È così che negli ultimi anni stanno prendendo piede nuove forme di fruizione dei buoni pasto, forme che puntano ormai alla loro piena dematerializzazione, sfruttando sempre più avanzate tecnologie web.

Tutto inizia una decina di anni fa, quando fu ideato un sistema per “digitalizzare” e gestire telematicamente i meal tickets.

Con l’obiettivo di ridurre i costi aziendali nonché facilitare l’utilizzo da parte di esercenti e consumatori, si era immaginato che i buoni pasto potessero utilizzare la stessa infrastruttura della moneta elettronica e che potessero quindi essere processati telematicamente utilizzando pos elettronici.

Tuttavia ci volle circa un anno di lavoro affinché si creasse un software che potesse gestire “oltre 500 milioni di ticket all’anno, per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro”.

Grazie al database messo a punto, ogni retailer, scansionando con una speciale pistola in dotazione il codice a barre sul buono pasto ricevuto dal cliente, aveva la possibilità di verificarne online il valore e la validità e registrarne l’incasso.

Ma se la tecnologia viaggia alla velocità della luce, è chiaro che da allora siano stati fatti ulteriori passi in avanti verso la smaterializzazione, come d’altronde sta succedendo per la moneta, anche dei buoni.

 

Protagonista di queste  innovazioni è sicuramente stata BluBe, nata dall’evoluzione di Bluticket, che nel solo 2016 ha erogato più di 13 milioni di ticket di cui oltre il 50% in formato elettronico.

Ed è proprio insieme ai professionisti di BluBe che AliasLab intende guidarvi nel mondo dei Buoni Pasto Elettronici: la visione unica e comune di entrambe le aziende, infatti, punta esattamente verso la promozione di azioni concrete per far lavorare e vivere meglio le persone.

L’importanza del settore dei buoni pasto in Italia

Ma ora qualche numero. Innanzitutto, ad usufruire dei buoni sono circa 2,4 milioni di lavoratori, 1,6 nel settore privato, 900mila in quello pubblico.

Il buono viene utilizzato soprattutto per pranzare fuori casa, nel 70% dei casi in bar e ristoranti, il 30% sceglie invece il supermercato.

Gli esercizi convenzionati sono ad oggi in Italia circa 150mila e grazie alla de-tassazione del buono pasto il lavoratore che riceve e utilizza buoni arriva a guadagnare fino a 1.000 euro l’anno in più, rendendo il buono pasto il benefit più richiesto ed apprezzato dal lavoratore italiano.

Questi numeri non solo ci fanno capire quanto incide il settore dei buoni pasto sul mercato italiano, ma ci fa apprezzare ancora di più tutte le innovazioni che possano tagliare i costi per l’emissione, la gestione e l’incasso dei buoni, innovazioni che portano necessariamente alla loro dematerializzazione.

BluBe e le nuove frontiere per i buoni pasto

Dal 2010 ad oggi la sinergia delle aziende leader del welfare aziendale e del settore dei buoni pasto hanno portato a mettere a punto nuovi sistemi, come card, simili a carte di credito, sulle quali poter caricare i buoni, gestionali, hardware e software al servizio degli esercenti che potessero ovviare a tutti quei problemi che potevano derivare dal cartaceo.

In questo contesto si fa strada nel settore del welfare BluBe, la nuova divisione di CIRFOOD dedicata al welfare aziendale

BluBe offre alle aziende una serie variegata e flessibile di soluzioni welfare per i propri collaboratori e dipendenti dalla cultura alla cura della persona, dallo shopping ai regali fino ad arrivare ai buoni pasto cartacei ed elettronici.

BluBe da la possibilità alle aziende di caricare i buoni pasto elettronici defiscalizzati fino a 7 euro, su una carta con  microchip, dando la possibilità ai propri dipendenti di pranzare nella mensa aziendale oppure altrove, negli esercizi convenzionati. Nulla di davvero nuovo fino a qua, la vera nuova frontiera della fruizione dei buoni pasto, alla quale BluBe ha aderito, è l’utilizzo di un’app su smartphone per caricare, riconoscere e pagare con i buoni pasto elettronici. Niente più carnet, niente più card, per processare i ticket basterà un click sul proprio smartphone.

Ancora una volta il “telefonino” diventa sempre più uno strumento di uso quotidiano che va ben al di là dello scopo originario per il quale è nato, in questo caso diventa un vero e proprio mezzo per usufruire del servizio sostitutivo di mensa.

Perché usare un’app? Certo non solo per comodità, ma soprattutto per il valore aggiunto che questa può comportare al servizio di erogazione di buoni pasto e alle infinite potenzialità che si dischiudono: basti pensare alla possibilità di caricare e geolocalizzare all’interno dell’app la lista di ristoranti ed esercizi convenzionati.

Ma quali sono i principali benefici associati all’utilizzo su smartphone dell’app?

Di sicuro una maggiore efficienza complessiva nelle operation: sia per il cliente (che non dovrà più distribuire card elettroniche), sia per i processi interni aziendali (non essendo obbligati, per l’appunto, a comprare e distribuire card).

Infine, senza mai dimenticare la privacy dei clienti, AliasLab utilizza i dati relativi all’utilizzo da smartphone per mettere a punto un un prodotto sempre più adatto alle vostre esigenze.

Vogliamo fornirvi i migliori strumenti possibili… soddisfare al massimo le vostre necessità, infatti, rappresenta il nostro principale obiettivo!







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Jetty, la rivoluzione delle assicurazioni semplici e veloci?

Ma arriverà mai in Italia? Anzi, l’Italia è pronta?

Quante volte succede che alcuni affittuari non sono in grado di soddisfare i requisiti e le richieste di un deposito cauzionale o dell’essere garante per un nuovo contratto di locazione. Tutto questo a scapito della volontà di trovare una situazione di vita stabile!

Partendo proprio da questa problematica, comune a tantissime persone, Jetty cerca di venire loro in aiuto, puntando ad essere un servizio affidabile ed offrire a queste persone la sicurezzae la serenità per concentrarsi su altre questioni importanti della loro vita.

Cos’è Jetty?

La missione di Jetty è quella di costruire una compagnia di assicurazioni progettata per soddisfare le esigenze dei moderni consumatori urbani.

Per chi non lo sapesse, la compagnia di assicurazione Jetty è stata fondata da Mike Rudoy e Luke Cohler.

Appena nata, la società si è aggiudicata un investimento da 4 milioni di dollari che gli è servito per il primo periodo di prova.

In poco tempo, infatti, Jetty è risultata essere operativa in 5 stati Usa (Pennsylvania, Illinois e Georgia, New Jersey e Florida), con un piano di espansione costante.

Rudoy ha dichiarato che, nel progettare l’azienda, Jetty è stata pensata proprio per soddisfare i bisogni assicurativi dei tanti consumatori a cui l’industria assicurativa tradizionale non ha ancora saputo dare risposte.

I consumatori a cui si riferisce Rudoy sono gli inquilini non proprietari, i proprietari, i condomini, e tutti quelli per i quali la stipula di una copertura assicurativa è più complicata del normale.

Ciò che rende Jetty per certi versi rivoluzionaria, è che l’intera esperienza, dalla registrazione iniziale alla richiesta di deposito, può essere completata online.

Lo stress di cambiare casa

Attualmente sono quattro i prodotti assicurativi lanciati dalla startup.

Il primo, pensato per proprietari di appartamenti e condomini, punta ad offrire una copertura (per la casa, gli inquilini e tutto ciò che c’è dentro) per diversi tipi di problematiche che vanno dagli incendi ai furti.

Trasferirsi in un nuovo appartamento è di certo una bella sensazione, ma allo stesso tempo può risultare stressante e snervante.

Tutti i passaggi logistici che devi compiere prima di entrare fisicamente nel nuovo spazio, in genere, mettono tanta pressione. E, come se non bastasse, una volta che ti trasferisci e stabilisci nel nuovo posto, le preoccupazioni – che vanno dai tubi che perdono alle intrusioni in casa – non si fermano.

La missione di Jetty, quindi, è quella di rimuovere gli ostacoli e i rischi del noleggio e per proteggere gli affittuari contro battute d’arresto di ogni tipo.

Più accessibile e facile da usare rispetto ai fornitori di assicurazioni tradizionali, Jetty è una soluzione moderna ai vecchi problemi: come proteggere le cose che apprezzi, pagare per la casa che vuoi e rassicurare il tuo nuovo padrone di casa che sarai un inquilino responsabile.

Anche se le circostanze individuali sono diverse e dovresti richiedere un preventivo dalla compagnia per ottenere informazioni più personalizzate, in generale Jetty può aiutarti a risparmiare denaro e superare ostacoli che potrebbero aver impedito in precedenza di noleggiare o ottenere l’assicurazione degli affittuari.

Disruptive Jetty?

Assicurazioni istantanee per le piccole cose, un “disruptive” business a cui stanno puntando anche le compagnie italiane. Il servizio giusto, al momento giusto, alla giusta persona! Ma poi? Bisogna aspettare che l’agente arrivi a casa per firmare…con Aliaslab non è così! Il cliente riceva la richiesta di assicurazione, si identifica a distanza con un selfie e firma elettronicamente la proposta con il suo telefono!

I mezzi digitali sono pronti, ma Jetty si è già “fatta le ossa” dall’altra parte dell’oceano.

Come se non bastasse, Jetty offre una serie di vantaggi esclusivi e servizi extra per i sottoscrittori, con sconti e promozioni su cibo e bevande, articoli e servizi per la casa.

 

Ma, a questo punto della storia, la domanda è davvero spontanea: arriverà mai in Italia?

Forse sarebbe una disruptive company,  verso la quale i potenziali clienti e sottoscrittori di polizze, che quotidianamente cercando di trovare soluzioni alternative e fantasiose alle richieste di depositi o garanzie.







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Autenticazione multifattoriale: una priorità per le aziende

La sicurezza del marchio e dei clienti è fondamentale: scopri l’importanza della MFA

Sicurezza: è questo il concetto più importante nel mondo contemporaneo.

Dopo gli episodi degli ultimi tempi, infatti, la sfida più difficile è quella di creare un mondo e una società in cui dati, e quindi individui, siano sempre più al sicuro.

Basti pensare a quanto sia utile, in tal senso, implementare e sviluppare al meglio la tecnologia dell’autenticazione multifattoriale.

Non immaginate nemmeno quante violazioni di sicurezza si potrebbero prevenire

Cos’è la MFA?

 È l’acronimo di Multifactor Authentication ed è un sistema di autenticazione a più fattori. Si tratta di uno dei sistemi più efficaci con cui le aziende possono proteggere tutte le proprie risorse digitali.

Sempre più aziende, infatti, lavorano migrando i propri server in cloud, lavorando con partner esterni o creando portali dedicati alla relazione con i clienti: e tutto questo necessita di un sistema di sicurezza sempre più efficiente: ecco perché è necessaria l’autenticazione multifattoriale.

Il caso Timehop e l’importanza dell’autenticazione multifattoriale

 Sicuramente conoscerete Timehop, una delle app più interessanti e popolari del momento: si tratta di un’applicazione gratuita per dispositivi mobile che permette di rivedere i post sui social a partire da una stessa data degli anni precedenti: in pratica, un cassetto delle memoria che ti mostra tutti i tuoi ricordi digitali!

Ebbene, recentemente questa app è stata oggetto di forti violazioni, che hanno rivelato numeri di telefono, dati e credenziali di circa 21 milioni di persone.

Ed è proprio la carenza di una forte autenticazione che sta alla base di questa violazione. Come se non bastasse, la presenza di un hacker è stata scoperta dopo non poco tempo: oltre al danno, quindi, la beffa!

Nello specifico, tutto è accaduto perché i dati di un impiegato di Timehop erano arrivati nelle mani dell’hacker che, indisturbato, ha avuto accesso al sistema.

Con un’autenticazione multifattoriale, tuttavia, questo non sarebbe avvenuto: all’hacker, infatti, il sistema avrebbe richiesto un’altra forma di autenticazione.

L’autenticazione multifattoriale: una priorità per le aziende

Quanto hai appena letto, ossia il caso Timehop, si sarebbe potuto evitare se l’azienda avesse investito una piccola somma nella tecnologia multifattoriale. Anche perché il costo del danno scaturito da una violazione di quel tipo, stando all’ultimo report di IBM Security, si stima possa aver toccato i 150 milioni di dollari. Decisamente una cifra evitabile.

Un sistema di autenticazione multifattoriale, insieme ad altre tecnologie complementari, è del tutto indispensabile.

Quindi se non avete ancora implementato il sistema di sicurezza con l’autenticazione multifattoriale, è assolutamente arrivato il momento di farlo!

AliasLab propone diverse soluzioni e tipologie di sicurezze: sapremo quindi consigliarvi quella più adatta alle vostre esigenze.

Spesso e volentieri le aziende non si sono ancora dotate di queste tecnologie perché sono confuse su quali scegliere o credono si tratti di investimenti troppo costosi.

La sicurezza delle vostre aziende e dei vostri utenti è fondamentale: è sostanzialmente diventata il core di buona parte dei business esistenti.

E le tecnologie che sono state inventate permettono il giusto livello di sicurezza, per stare più tranquilli di fronte alle minacce emergenti.

Un brand va salvaguardato: quindi la sua reputazione e la soddisfazione dei suoi clienti dipendono fortemente da tutto ciò.

L’autenticazione a più fattori richiede senza dubbio una certa attenzione e una grande capacità di pianificazione. Proprio perché ci sono numerosi casi di utilizzo in cui questa tecnologia viene applicata in modi diversi e per diverse infrastrutture IT, capire come utilizzarla è molto importante, prima di scegliere un qualunque provider.

E tale scelta è ciò che più ci sta a cuore.

Un famoso proverbio popolare afferma “prevenire è meglio che curare”… fate in modo che diventi il mantra della vostra azienda!







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Il sigillo elettronico: differenze ed analogie con la firma elettronica.

Anche le aziende possono firmare digitalmente! Ecco il sigillo elettronico!

IlRegolamento eIDAS (electronic IDentification, Authentication, Signature) ha introdotto negli ultimi anni numerosi nuovi strumenti elettronici; tra questi, il sigillo elettronico è definito come “dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati in forma elettronica per garantire l’origine e l’integrità di questi ultimi”.

Il sigillo elettronico è stato introdotto in eIDAS presentando fortissimi punti in comune con la firma elettronica, con la quale condivide la definizione fino allo scopo operativo finale. La firma serve per firmare, il sigillo per assicurare origineed integritàdei dati presi in considerazione.

Tante analogie, una differenza sostanziale

Gli E-Seals (in italiano, sigilli elettronici) rappresentano quindi uno strumento analogo alla firma elettronica, con la differenza che – al contrario della firma elettronica che permette di apporre digitalmente la firma di persone fisiche – il sigillorappresenta “la firma” di una persona giuridica (di un’azienda, per esempio).

Le caratteristiche tecniche delle firme digitali e dei sigilli digitali sono pressoché le stesse, e lo stesso vale per le norme per la valutazione della sicurezza dei dispositivi per creare una firma digitale ed un sigillo digitale. Dove sta quindi la differenza sostanziale? Semplice: la funzione è la medesima; tuttavia, uno strumento è pensato per le persone fisiche, l’altro per le giuridiche.

Vari tipi di sigilli

Analogamente a quanto concerne per la firma elettronica, va segnalato che anche il regolamento eIDAS – oltre al semplice sigillo elettronico – prevede anche il sigillo elettronico avanzato ed il sigillo elettronico qualificato, rilevando che in caso di impiego di quest’ultimo, a norma dell’art.35 secondo comma del regolamento eIDAS, vi è una “presunzione di integrità dei dati e di correttezza dell’origine di quei dati a cui il sigillo elettronico qualificato è associato”.

Soffermandoci su quest’ultimo elemento, il sigillo elettronico qualificatorappresenta un forte strumento di garanzia per l’integrità di un documento informatico-digitale. Ad esempio? Foto digitali, software, fatture elettroniche, visure camerali, ricevute PEC, e molto altro. Grazie quindi all’utilizzo del sigillo elettronico qualificato, tali documenti possono essere “sigillati” con efficacia probatoria comunitaria.

Integrità, non identità

Come già citato in precedenza, il sigillo elettronico è definito come “dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati in forma elettronica per garantire l’origine e l’integrità di questi ultimi”.

Da tale definizione, è evidente apprendere che il sigillo elettronico possa accertare origine e integrità dei dati, senza tuttavia accertare ed assicurare l’identità del firmatario. La firma elettronica invece – essendo connessa ad una persona fisica e non giuridica– è in grado di confermare anche l’identità della persona che ha deciso di firmare il documento.

QSCD

Il componente core della piattaforma di firma di Aliaslab ha ricevuto a talla certificazione di “Qualified Signature Creation Device” (dispositivo che permette la creazione sia di firme qualificate, che di sigilli elettronici qualificati) dal prestigioso ente austriaco A-SIT. Il “sigillo elettronico qualificato” rappresenta un indispensabile strumento di garanzia per la funzione di integrità del documento informatico o del bene digitale sul quale è apposto.

Regolamenti europei e nazionali

Il sigillo elettronico, introdotto come strumento elettronico dal regolamento eIDAS molto recentemente, non può certo vantare la “durata storica” della firma elettronica, nei confronti della quale – tuttavia – si sovrappone totalmente a livello tecnico.

“Età differenti” hanno generato alcune problematiche relativamente al “coordinamento dei regolamenti”; infatti, il Legislatore nazionale, salvo citare le definizioni del Regolamento eIDAS, non ha stabilito regole precise per efficacia e valore probatorio del sigillo elettronico.

Tale “omissione” deriva dal fatto che il regolamento nazionale conferma quanto deciso a livello europeo. Tuttavia, ciò comporta che il sigillo elettronico rimanga svincolato dalle regole nazionali rispetto alle sottoscrizioni, ben regolate da norme presenti del Codice Civile.







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La nuova frontiera del RegTech: ma in Italia si è fermi al FinTech

Gli investimenti in tutta Europa sono in costante crescita

Oramai l’avanzata FinTech è inarrestabile: basti pensare, infatti, che in Europa sono più di 800 i nuovi player finanziari a farsi largo accanto a quelli tradizionali.

Un boom che si rispecchia in un dato: nel 2018 si preannuncia un raddoppio degli investimenti rispetto al 2017.

Di cosa stiamo parlando? Di challenger banks, startup Finance e servizi di pagamento che oggi sono già il 12% delle realtà del settore finanziario di tutta Europa.

Un numero destinato a crescere in virtù della collaborazione che questi operatori stanno sempre più attuando con quelli tradizionali: il 50% dei principali istituti europei, infatti, è già in fase di cooperazione con le cosiddette FinTech con acquisizioni e partnership.

Cos’è il RegTech e a cosa serve?

Il RegTech, termine che racchiude Regulation e Technology e noto anche come tecnologia di regolamentazione, è un nuovo campo nel macro settore dei servizi finanziari.

In pratica sfrutta la tecnologia dell’informazione, con lo scopo di migliorare i processi normativi.

Quindi gli strumenti tecnologici vengono impiegati a supporto di procedure riguardanti l’adeguamento, la conformità, il rispetto di norme, i regolamenti, le leggi.

L’obiettivo del RegTech è senz’altro quello di migliorare la trasparenza e trovare uno standard comune dei processi normativi.

Il RegTech mira ad aiutare sensibilmente aziende ed organizzazioni ad essere sempre in regola con normative e regolamentazioni.

Altro scopo ottenibile con il suo utilizzo, inoltre, è quello di comprendere meglio come queste regolamentazioni possono trasformarsi in opportunità positive per l’azienda, migliorandone le prestazioni.

Il tutto, aspetto non da poco e sicuramente non da sottovalutare, con la peculiarità di far registrare notevoli risparmi alle imprese o organizzazioni che ne sfruttano le potenzialità.

In Europa investimenti raddoppiati: ma l’Italia arranca

 Il RegTech è comunque ancora un mondo poco esplorato, sul quale ci sono sicuramente prospettive positive di crescita.

Come già detto, infatti, gli investimenti in questa direzione sono in continua crescita e di certo non accennano a diminuire.

Tuttavia, però, l’Italia è ancora una dei fanalini di coda a livello europeo: il nostro Paese si piazza al 16esimo posto, dietro altre nazioni quali la Spagna, il Belgio o la Finlandia.

Anche se in Italia si è ancora prevalentemente ancorati al FinTech (la cosiddetta tecnofinanza o, meglio ancora, tecnologia finanziaria), Mauro Macchi, responsabile di Accenture Financial Services ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni che lasciano ben sperare sul fatto che l’Italia colmi il gap con gli Paesi europei e mondiali.

“I segnali che osserviamo – spinta all’innovazione da parte dei consumatori, maggiore consapevolezza da parte degli istituti bancari, abbattimento dei costi delle tecnologie unito all’effetto combinatorio che esse producono – sembrano creare un ecosistema sempre più predisposto alla sperimentazione di nuove soluzioni”.

“Il settore finanziario è strategico per il nostro Paese: ricchezza privata, propensione al risparmio, diffusione delle PMI e forte legame delle stesse con il sistema bancario, forti radicamenti territoriali, sono alcuni degli elementi che spiegano perché è fondamentale accelerare il percorso di innovazione e fare un netto salto di qualità posizionandosi tra i leader europei”.

Anche Aliaslab, sempre attiva nel settore dell’innovazione, ha tenuto un evento a Londra il 13 Luglio.

 







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PSD2: nuovi regolamenti, nuove business opportunities

Payment Service Directive: come adeguarsi alla nuova direttiva europea e come i player fintech possano trarne benefici economici

PSD2: nuovi regolamenti, nuove business opportunities

Payment Service Directive: come adeguarsi alla nuova direttiva europea e come i player fintech possano trarne benefici economici 

Il 2018 è stato per molti l’anno dell’introduzione della normativa sulla privacy, nota come GDPR. D’altronde, come non potrebbe fare audiencela notizia dell’entrata in vigore di una normativa direttamente connessa alla gestione della privacy e dei propri dati personali

Meno “di moda” ma certamente non meno importante, è stata l’entrata in vigore della direttiva 2015/2366/UE, conosciuta come PSD2 (Payment Service Directive).

Dal giorno 13/01/18, gli Stati europei hanno infatti registrato l’obbligo di recepire all’interno dei propri regolamenti nazionali tale direttiva, finalizzata alla regolamentazione di un mercato finanziario caratterizzato da una crescente complessità in termini di attori e da rapidissimi progressi in termini di innovazione digitale.

La PSD2 ha come obiettivo principale la creazione di un mercato unico ed integrato dei payment services, armonizzandoun regolamento europeo e uniformando le regole per i player bancari e per i numerosi PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) nati grazie alle opportunità offerte dall’evoluzione digitale nel settore Fintech.  Tale intervento, contribuirà a migliorare la sicurezza del financial systeme garantirà – per i consumatori – maggior concorrenza e maggior trasparenza.

Nuove opportunità di business

Per rispondere alle direttive imposte dalla normativa, molti player del mondo fintech hanno progettato sistemi all’avanguardia in grado di differenziare le piattaforme di pagamento e renderle più sicure per gli utenti.

Puntando molto sul concetto di user experience, la PSD2 ha quindi contribuito alla creazione di ingegnose soluzioni tecnologiche in grado di fungere da moderni sistemi di pagamento online. Sistemi in grado di abbattere le barriere all’ingresso di nuovi operatori rafforzando la sicurezza del sistema  e garantendo trasparenza e leale concorrenza a vantaggio dei consumatori.

Facciamo alcuni esempi concreti!

Utilizzando l’internet banking della vostra banca per fare pagamenti o altre operazioni bancarie, vi è certamente capitato di dover compiere una serie di operazioni con il vostro smartphone.Chiamate con inserimento codici a numeri verdi predefiniti (ad esempio Securecall Out-of-Band), creazione di codici da appositi generatori di token dinamici(Securecall Smart Otp) ed altre semplici operazioni talvolta percepite come “scomode”.

Semplici operazioni che nascondono invece geniali soluzioni per compiere pagamenti in totale sicurezza grazie all’utilizzo simultaneo di differenti canali: chiamate su piattaforma GSM insieme a codici generati daapponline (quindi tramite canale web) – ottemperando le linee guida della Strong Customer Authentication (SCA).

Molte aziende del mondo fintechstanno sviluppando un vero proprio meccanismo di concorrenza interna al mercato finanziario per offrire a banche e altri player finanziari soluzioni su misura in grado di rispondere ai requisiti minimi previsti dalla direttiva europea in questione.

Numerosi benefici!

La PSD2 è quindi da considerare come:

– un’opportunità di crescita per il settore finanziario e per i suoi operatori

– un’opportunità di business per le aziende che stanno investendo nell’innovazione digitale applicata al settore fintech

– un incentivo per migliorare la user experience delle piattaforme di pagamento

– uno spunto di connessione tra i “fornitori di tecnologia” e i fruitori della stessa

I grandi player della tecnologia devono mettersi a disposizione, ed essere visti, non soltanto come fornitori di strumenti e soluzioni, ma come interlocutori che offrono il proprio patrimonio di esperienza” Fabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia

Rischi o opportunità?

PSD2coincide quindi con un passo importanteverso il modello noto come “open banking”, in cui le aziende della “finanza tecnologica” potranno sviluppare nuovi payment tools innovando fortemente il mondo dei pagamenti.

Un’evoluzione certamente positiva in linea teorica grazie al miglioramento della sicurezza tramite tali strumenti. C’è tuttavia chi resta titubante di fronte alla “fusione tecnica” tra operatori del settore bancario e aziende esterne in grado di veicolare le strategie fintech e di creare sistemi integrati a quelli bancari.

È indubbio che l’evoluzione tecnologica del settore bancario possa solo che apportare esternalità positive, ma siamo proprio sicuri che tale apertura a nuovi soggetti privati non rischi di aumentare le percentualidi potenziali “brecce” nel sistema bancario e contribuendo a frodi finanziarie? Ad oggi, l’open banking  sembra solo apportare benefici ai settori finanziari. Il resto, lo scopriremo solo vivendo.







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Rivoluzione Blockchain, una nuova tecnologia infrastrutturale

Security, immutabilità dei dati, conservazione sostitutiva, smart contracts: Blockchain non vuol dire solo Bitcoin. Ti aiutiamo a capirne di più

Se volete capirne di più su uno degli argomenti più gettonati degli ultimi tempi, prendetevi cinque minuti tutti per voi… solo così, finalmente, saprete interagire con i vostri interlocutori, e dire la vostra, quando si parlerà di Blockchain!

Blockchain, come detto, è di certo uno degli argomenti di cui si sente sempre più parlare.

E, altrettanto spesso, è collegato ad un altro molto in voga negli ultimi anni: il Bitcoin.

Tuttavia, però, la tecnologia della Blockchain ha caratteristiche che si distaccano dalla criptovaluta: essa ha di certo un grande valore nell’esperienza Bitcoin ma, allo stesso tempo, rappresenta una piattaforma per gestire transazioni e scambi di dati e informazioni anche in tanti altri settori.

Quindi, come vedrete, non sempre è corretto parlare di Blockchain e Bitcoin come di un’entità unica.

Le varie scuole di pensiero sulla Blockchain

Sull’argomento Blockchain ci sono ancora oggi tante scuole di pensiero: non è un caso, infatti, che è in atto una vera e propria diatriba per stabilire cosa sia esattamente.

Proprio così, il primo “problema” che si sta cercando di risolvere è quello relativo proprio alla terminologia.

C’è chi considera la Blockchain una nuova generazione di Internet: una sorta di Internet delle Transazioni e, guardando oltre al concetto di transazione, più precisamente un’Internet del Valore.

Per altri, invece, rappresenta un nuovo concetto, considerato anche con un’accezione politica,di Trust.

Una vera e propria piattaforma in grado di sviluppare e realizzare una nuova forma di democrazia.

Per altri ancora, ed è un po’ la corrente di pensiero più vicina al nostro modo di intendere la questione, la Blockchain è la riproduzione digitale di quattro concetti molto chiari: decentralizzazione,trasparenza, sicurezza e, infine, immutabilità.

L’immutabilità di dati e informazioni

Come appena detto, una delle tecnologie più affascinanti e che possono essere sfruttate dalla Blockchain riguarda l’immutabilità dei dati: una peculiarità sicuramente applicabile in numerosi ambiti.

Per rendere ancora meglio l’idea, utilizzando la Blockchain nella conservazione dei dati è un po’ come se le informazioni venissero scolpite su una pietra. Più immutabili di così!

L’importanza di una terza parte fidata

Un altro modo di sfruttare la Blockchain è la possibilità di poter firmare digitalmente i documenti, registrando la prova della firma proprio all’interno di essa, che diventa la terza parte fidata.

Com’è possibile questo? Come si fa ad avere la certezza che la Blockchain sia una terza parte così fidata?

Semplice, perché è in grado di garantire e certificare la storia completa di tutti i datie di tutte le operazioni collegate ad ogni singola transazione o singolo movimento.

 Senza dimenticare la conservazione sostitutiva

Altra questione di cui se ne parla sempre più è la cosiddetta conservazione sostitutiva.

Per chi non lo sapesse, si tratta di una procedura legale/informatica, regolamentata anche dalla legge italiana, che garantisce nel tempo la validità legale di un documento informatico.

Non è un caso, infatti, che la questione della conservazione sostitutiva è stata considerata anche nell’ultimo aggiornamento del CAD (Codice Amministrazione Digitale).

Una nuova infrastruttura, con la security al primo posto

In definitiva, oltre all’ambito del payment, la Blockchain può essere legata allo scambio di beni e servizi, ma anche alla gestione di informazioni connesse alla contrattualistica (i cosiddetti Smart Contracts).

 Come AliasLab siamo veramente orgogliosi di essere pionieri in questa tortuosa strada della Blockchain.

Secondo noi, infatti, continuare a parlare sinergicamente di Blockchain e Bitcoin non può che essere utile; tuttavia, ci teniamo a ribadire la nostra convinzione che dietro tutto questo c’è molto altro.

Qualcosa di molto importante, che assomiglia molto ad una vera e propria nuova tecnologia infrastrutturale di conservazione condivisa.

 E anche se siamo, in sostanza, agli inizi di questa nuova rivoluzione, ciò che è fondamentale fissare bene è che la Blockchain rappresenta, a tutti gli effetti,un paradigma del tutto nuovo per la gestione di dati e informazioni.

Un paradigma, ci teniamo a ribadirlo ancora una volta, in cui è proprio la security l’aspetto più importante di tutta la questione







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Aliaslab sarà premiata Venerdì 6 Aprile da Associazione culturale Industria Felix (Link) a Milano Milano nell’Auditorium di Assolombarda. In relazione ai bilanci dell’anno 2016, sulla base dell’inchiesta realizzata dal giornalista Michele Montemurro in collaborazione col Centro Studi Economici di Cerved (il più grande Information provider in Italia e una delle principali agenzie di rating in Europa), dopo aver analizzato 31.825 bilanci di società di capitali con sede legale in Lombardia e fatturati/ricavi compresi tra i 2 milioni e i 19 miliardi di euro, la Sua Azienda è risultata tra le migliori della regione per performance gestionali.

Romeo Magagnotti, CEO di Aliaslab, che ha ritirato l’Alta Onorificenza come Migliore Piccola impresa della regione Lombardia, afferma “dopo l’acquisizione da parte del gruppo TeamSystem abbiamo cercato di mettere una marcia in più, e dimostrare la nostra leadership nel mercato della firma e nelle soluzioni di sicurezza. Questo premio è solo un piccolo riconoscimento che chiude un anno ricco di nuovi stimoli e spunti.”

Il premio Industria Felix, organizzato dall’omonima associazione culturale in collaborazione con Cerved e con i patrocini dell’Università Luiss Guido Carli, di Confindustria Lombardia e di Ansa (media partner), è un evento di networking per Pmi e Grandi imprese dedicato all’informazione economica-finanziaria. Questa onorificenza, identifica le migliori imprese rispetto ad un algoritmo che ha classificato le aziende valutate per dimensione in base al miglior Mol, con indice Roe positivo, in utile e con un delta addetti invariato o crescente rispetto all’anno precedente.

Comunicato Stampa

Venerdì a Milano in Assolombarda la 2a edizione regionale del Premio Industria Felix realizzata in collaborazione con Cerved. Presenti i “big” dell’imprenditoria Lombardia, Chimica e Farmaceutica trainano le imprese Boom di adesioni: ecco le 78 imprese con le migliori performance gestionali e i primati di bilancio Download

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